Con lui l'Aprilia raggiunse le vette del mondo, si è spento a 73 anni Ivano Beggio

Storico patron della casa motociclistica noalese, ha cresciuto talenti e futuri campioni come Valentino Rossi, Max Biaggi e Loris Capirossi. Era malato da tempo

Il mondo del motociclismo piange la morte di Ivano Beggio, l'artefice dei successi commerciali e sportivi di Aprilia nel mondo. Storico presidente della casa motociclistica di Noale, l'aggravarsi delle condizioni di salute a seguito di una lunga malattia gli è stato fatale. La sua azienda, da piccola realtà artigianale ai tempi del padre, si trasformò in un vero e proprio colosso sotto la sua gestione, con più di 1200 dipendenti. Beggio, cavaliere del lavoro, è ricordato anche per il suo impegno nel sociale: fu infatti tra i fondatori dell'associazione Amici del cuore e della fondazione Salus pueri.

La nascita del mito Aprilia

Beggio ereditò l'Aprilia dal padre nel 1968, e fu in grado di trasformarla da un'azienda di fatto artigianale ad un colosso mondiale, in grado di raggiungere risultati commerciali e sportivi di assoluto rilievo. Durante la sua gestione ha coltivato il talento di tanti campioni, da Valentino Rossi a Loris Capirossi, da Max Biaggi a Marco Melandri, passando per Alessandro Gramigni e Roberto Locatelli. Tutti piloti capaci di portare a casa almeno un titolo mondiale tra 125 e 250. Le due classi in cui il marchio noalese ha saputo a cavallo degli anni '90 e 2000 essere un vero leader.

Il cordoglio di Noale

La morte di Ivano Beggio è stata recepita come un fulmine a ciel sereno a Noale. È spettato al sindaco della città dei Tempesta Patrizia Andreotti esprimere il cordoglio dell'interà città: "Mi tengo caro il ricordo del nostro ultimo incontro - ha commentato - La scorsa primavera lo abbiamo avuto ospite con la moglie, in occasione delle mostre dedicate al Lancerotto, dove aveva esposto alcune su opere private. Ricordo che abbiamo conversato a lungo, sono rimasta colpita del suo attaccamento a Noale, a quelle che furono la sua azienda e le sue moto. Stavamo pensando anche a dei progetti per rilanciare l'immagine dell'Aprilia. È un pezzo di storia che se ne va".

Il ricordo di Zaia

"Ha perso l’ultima corsa, ma per tutta la sua vita è stato un vincente - con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, ricorda la figura dello storico patron dell’Aprilia - I bolidi prodotti a Noale hanno portato in alto campioni come Rossi, Capirossi, Biaggi, Lorenzo, mentre le produzioni da strada, moto e scooter, hanno segnato un’epoca, per le due ruote in assoluto, per il motociclismo sportivo ma, più in generale, per l’imprenditoria veneta, che trovò in lui un capitano d’industria appassionato e indomabile, al punto di sfidare sul mercato i vari colossi giapponesi".

Brugnaro: "Ha regalato emozioni"

"A nome dell'amministrazione comunale e metropolitana, ma soprattuto mio personale, intendo esprimere il più sincero cordoglio per la scomparsa del caro presidente Ivano Beggio - ha scritto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro - Lascia un'impronta indelebile nella memoria storica dell'industria veneziana, avendola portata ad eccellere nella competizione globale e regalandoci emozioni indimenticabili. Orgoglioso del made in Italy, ha sempre vissuto con grinta e passione, trasferendo nell'impresa i suoi valori, sapendo cogliere anche le sfide dell'innovazione. Ricordo con grande affetto il suo modo di fare, franco, schietto, determinato, la sua disponibilità ad ascoltarmi e a confrontarsi anche con me nell'avvio della mia attività. Mi ha trasmesso il valore di lavorare in squadra, in team, come nello sport, dove l'impegno di ciascuno si moltiplica attraverso l'impegno dell'altro. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per tutti noi e lascia un profondo vuoto nel cuore di chi, come la mia generazione, ha avuto l'onore ed il privilegio di conoscerlo".

Marinese: "Un contributo essenziale al territorio"

"Voglio esprimere il mio cordoglio, e quello di tutta l’associazione, - ha commentato Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia Rovigo - per la scomparsa improvvisa di Ivano Beggio, un uomo che ha dato un contributo importante al territorio e al suo sviluppo e che, grazie al grande impegno profuso nella sua Aprilia, ha creato tanti posti di lavoro. Ivano Beggio era un uomo impegnato nel sociale e nello sport. Grazie alla sua lungimiranza e alla sua passione, ha portato a Venezia un valore speciale, vincendo ben 56 titoli mondiali. Con la sua scomparsa perdiamo un pezzo importante di storia, una storia che ci ha resi grandi e che come Confindustria abbiamo voluto riconoscergli il 12 dicembre scorso nella cerimonia di premiazione dei Past President di Confindustria Venezia Rovigo".

La scelta del nome

In un lungo post su facebook, qualche anno fa, Beggio spiegava il perché la casa motociclistica noalese avesse assunto il nome di Aprilia. "Fu mio papà Alberto a sceglierlo, quando iniziò a costruire biciclette - scriveva - perché era rimasto ammaliato dalla Lancia Aprilia, una vettura di media cilindrata molto innovativa e molto bella, lanciata dal marchio torinese nel 1937. Ricordo con grande affetto mio padre, molto geniale e innovativo. Realizzò delle biciclette molto belle e anche dei 50cc, ideando anche brevetti importanti, come quello relativo alla bicicletta pieghevole. Quando iniziai a costruire le moto rimase stupito e un po' perplesso; gli spiegai però quale sarebbe stata la mia visione del medio periodo e lo trovai pienamente d'accordo".

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