È morto Nereo Laroni, fu sindaco di Venezia e figura di spicco della politica

Ma anche europarlamentare, consigliere regionale e uomo di cultura. Fu tra i principali promotori del concerto dei Pink Floyd nel 1989

Foto fondazionegiannipellicani.it

È morto stamattina Nereo Laroni, che fu sindaco di Venezia dal 1985 al 1987 ma anche, successivamente, assessore sotto la giunta Casellati e uno dei maggiori promotori del celebre concerto dei Pink Floyd nel 1989. Nato a Venezia il 2 settembre del 1942, fu un politico socialista ed ex parlamentare europeo. Si è spento in queste ore all'ospedale dell'Angelo di Mestre. Personaggio di spicco della politica veneziana, vicino a Gianni De Michelis, alla morte dell'amico parlò di amicizia sincera.

Figura di spicco della politica veneziana

Laureato in lettere all'università di Padova, insegnante, europarlamentare dal 1989 al 1994, è stato presidente del Consiglio di amministrazione del teatro La Fenice e componente dei Cda del Porto di Venezia e della Save. Pubblicista, scrittore, fondatore e direttore di periodici di politica internazionale e console onorario del Kazakhistan. Eletto consigliere regionale la prima volta nel 2005 nella lista Nuovo Psi, ritornò al Consiglio del Veneto (in maggioranza) nella giunta Zaia dal 2010 al 2015.

I ricordi

Molti politici hanno espresso parole di affetto nei confronti di Laroni, a partire proprio dal governatore Zaia: «Il Veneto saluta una persona che ha lasciato un segno tangibile nella sua storia, come politico appassionato, come sindaco di Venezia ma anche come scrittore e grande uomo di cultura - ha detto -. Laroni è stato una figura di politico che si è distinta per passione e per il suo contributo, fondato sulla vasta esperienza istituzionale. Sono vicino ai familiari in questo triste momento ed esprimo il mio cordoglio: il Veneto perde un protagonista intelligente della sua storia recente».

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«In questo momento triste - ha commentato il deputato Pd Nicola Pellicani - mi preme evidenziare che Laroni fu tra gli animatori di una stagione politica straordinaria di Venezia, quando assieme a mio padre Gianni, a Giobatta Gianquinto, Mario Rigo, Gianni e Cesare De Michelis, e molti altri, diede vita alla giunta rossa del 1975. Un’amministrazione comunale di grande lungimiranza politica e grande efficienza. Fu l’amministrazione che più di tutte seppe rispondere ai bisogni dei veneziani in termini di risanamento, servizi e riqualificazione urbana. Se n’è andato proprio nel trentennale del concerto dei Pink Floyd, che lo vide tra i più convinti sostenitori di un evento che divise i veneziani e sconvolse la città, chiudendo definitivamente il capitolo Expo.
 Sono trascorsi trent’anni, i turisti sono passati da 3 a 30 milioni, ma il nodo sull’uso e lo sfruttamento della città, ahimè, ancora tutto da sciogliere».

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