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Il magazzino dell'incendio

Il magazzino dell'incendio

Giallo di Santa Marta: torna in primo piano la spiegazione dell'incidente

Secondo le indagini dei vigili del fuoco, che a breve dovrebbero consegnare il loro rapporto in Procura, la causa dell'incendio in cui venne trovato morto Serhij Zavaley sarebbe non dolosa

Tanto can can per niente? Ancora le indagini sono lungi dall'essersi concluse, ma i tasselli, come ammettono gli investigatori, stanno pian piano prendendo il loro posto. Le spiegazioni sulla morte di Serhij Zavaley, il 45enne di origine ucraina morto la sera di lunedì nell'incendio che ha colpito un magazzino di Santa Marta, sembrano prendere la strada dell'incidente.

Nella relazione che i vigili del fuoco stanno ultimando, incaricati dal pubblico ministero, infatti, ci sarà scritto che molto probabilmente l'origine del rogo sia da attribuirsi a un incidente. Un dato fondamentale, che ieri durante il vertice in Procura tra inquirenti e investigatori, durato più di due ore, non era ancora stato messo sul tavolo. Se ciò venisse confermato tutti i dubbi che si sono affastellati perderebbero di peso.

Secondo l'autopsia, infatti, l'ematoma alla testa riportato dalla vittima non sarebbe da considerarsi fatale. E non sarebbero state trovate altre ferite gravi sul corpo del 45enne. che avrebbe potuto procurarsi quei segni svenendo per il fumo o venendo colpito da dei calcinacci o dal getto d'acqua dei pompieri. Tutto, quindi, sembra portare all'incidente. Anche se non è possibile escludere che terze persone si siano trovate in quel magazzino di Dorsoduro al momento del rogo verso le 20.30 di lunedì scorso.

 

GIALLO DI SANTA MARTA: LA CRONACA

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