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Giuseppe l'Ebreo torna a splendere, il mosaico era "nascosto" al Civile

Un'appassionata d'arte si è accorta della testa tra i corridoi dell'ospedale. Era sparito nei secoli dalla Basilica di San Marco, sostituito da una copia

E’ una piccola testa realizzata a mosaico. Stava, murata con intonaco, sulla parete di un camminamento secondario dell’ospedale Santi Giovanni e Paolo. Rappresenta Giuseppe l’Ebreo. Individuata grazie all’intuito di una volontaria appassionata di arte, e fatta studiare dalla direzione dell’Ulss 12 veneziana, la “testina” si è rivelata un pezzo di grandissimo valore storico e artistico: gli esperti che l’hanno analizzata e restaurata la datano al XIII secolo e la considerano un particolare originale della decorazione musiva della Basilica di San Marco, staccato dalla sua nobile collocazione entro una delle cupole, dove al suo posto da due secoli si trova una copia.

L’Ulss 12 presenterà il preziosissimo ritrovamento venerdì 21 novembre, alle 16, con un evento pubblico nella Scuola Grande di san Marco. Intervengono lo storico del Medioevo Gherardo Ortalli e il mosaicista Giovanni Cucco, che spiegheranno come il frammento è stato individuato, restaurato, analizzato e datato, e infine messo in condizione di essere esposto al pubblico nella stessa Scuola Grande di San Marco, in forma permanente. Nella stessa occasione, si farà luce sull’abitudine ottocentesca di “staccare” particolari preziosi della volta musiva della Basilica di San Marco, e di sostituirli, com’è avvenuto in questo caso, con copie moderne: una sorta di restauro che spesso celava l’intenzione ben poco lecita di lucrare sugli originali asportati, com’è probabilmente avvenuto nel caso della testa di Giuseppe l’Ebreo.

“Il ritrovamento e il restauro del piccolo e prezioso frammento – ricorda il direttore generale dell'Ulss 12, Giuseppe Dal Ben, annunciando l’evento del 21 novembre – ci dà l’occasione per uno sguardo sul lavoro svolto negli spazi monumentali dell’Ospedale Civile. Dodici mesi fa, proprio per la Festa della Salute, abbiamo inaugurato, restaurata, la Scuola Grande di San Marco; ora, a distanza di un anno possiamo dire di aver realizzato in questi spazi un importante polo di cultura storico-scientifica. E tra le operazioni di recupero e di restauro, non ultime quelle sulla Farmacia Storica e il Museo di Anatomia patologica, la restituzione di questo frammento marciano è per noi un segno particolare, che collega la Scuola Grande di San Marco alla Basilica marciana e quindi, ancora di più, alla città. Anche così, oltre che con gli importanti interventi realizzati sul fronte sanitario, l’Ospedale di Venezia si fa sempre più vicino alla città e ai cittadini”.

Il momento celebrativo di venerdì sarà anche l’occasione per ringraziare Tatiana Scarpa, la volontaria che lo ha notato dando inizio alla vicenda, e Pietro Scarpa, restauratore veneziano, che con il suo laboratorio ha curato ogni passaggio del restauro.

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