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Chiude la "Moschea" a Venezia, il Comune: "Violazioni alle norme"

L'ufficialità giovedì mattina anche dalla prefettura. I curatori del padiglione islandese avranno due mesi di tempo per ricorrere al Tar

La "Moschea" di Venezia chiude con effetto immediato, dopodiché i curatori avranno sessanta giorni di tempo per ricorrere al Tar. La comunicazione della Direzione Commercio e Attività Produttive del Comune al responsabile del padiglione islandese della Biennale assomiglia molto ai titoli di coda di una vicenda che si è trascinata tra polemiche e commenti da settimane. Con epicentro la chiesa di Santa Maria della Misericordia di campo de l'Abazia, a Cannaregio. Dove dagli inizi di maggio aveva trovato spazio il padiglione islandese della Biennale. "Fino a tutta giovedì non è arrivato nessun esponente del Comune a dirci di chiudere - dichiara uno dei custodi della struttura - qui la gente è entrata liberamente. Il numero di visitatori è un po' calato rispetto ai giorni scorsi, ma ci ha messo lo zampino anche il maltempo. Una minoranza ha anche pregato, perché non farlo?".

Dunque giovedì potrebbe essere stata l'ultima giornata "normale" per la Moschea, concepita dall'artista svizzero Christoph Büchel e proposta all'interno della Biennale d'Arte dall'Islanda. Dal giorno seguente con ogni probabilità scatteranno i sigilli. Anche perché venerdì è giorno di preghiera e con ogni probabilità l'amministrazione comunale non intende far sì che si replichi ciò che accadde una settimana fa, quando circa un centinaio di fedeli diedero vita a un rito di culto collettivo: "Se non arriverà alcuna notifica credo che si ripeterà tutto - continua il custode - in caso contrario andremo tutti a pregare a Marghera (nello spazio culturale di via Monzani, ndr)".

La chiusura della struttura era nell'aria, ma l'ufficialità di Ca' Farsetti (e della prefettura) è arrivata solo giovedì mattina: "E' stato comunicato al responsabile dell’Icelandic Art Center e alla Fondazione La Biennale la conclusione del procedimento per la rimozione degli effetti della SCIA presentata il 27 aprile scorso per realizzare una mostra espositiva nei locali dell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia in Cannaregio a Venezia", si legge nella nota. Tradotto: si chiude tutto.

"Il provvedimento - dichiara il Comune - è stato oggetto di preventiva valutazione da parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ed è stato adottato in quanto, nel corso di ripetuti controlli effettuati a partire dall’apertura al pubblico dello scorso 8 maggio, l’attività espositiva è risultata esercitata in violazione delle prescrizioni impartite dall’amministrazione comunale e delle assicurazioni fornite dagli stessi responsabili dell’iniziativa nelle loro precedenti comunicazioni. In particolare, sotto il primo aspetto, sono state violate le prescrizioni riguardanti il divieto di utilizzo, durante l’orario di apertura al pubblico, dello spazio interno dell’ex chiesa per finalità diverse da quelle di una mostra espositiva; il divieto di utilizzo del padiglione quale luogo di culto; le modalità di ingresso del pubblico".

Nel mirino dei tecnici di Ca' Farsetti soprattutto l'eccessivo afflusso di persone rispetto a ciò che era previsto dalle normative di sicurezza. Non avrebbero potuto entrarne più di una novantina, invece venerdì scorso le presenze erano superiori al centinaio. "Il limite era stato predisposto per approntare le necessarie misure di sicurezza", conclude il Comune. Mercoledì i curatori del padiglione avevano presentato i documenti che avrebbero dovuto metterli al sicuro da un'altra criticità. Dovevano dimostrare infatti che la chiesa era effettivamente sconsacrata e non ancora un "luogo di culto". Le carte sono state trovate e consegnate entro la deadline, ma è stato tutto inutile. La decisione di Ca' Farsetti e Ca' Corner verte infatti su tutt'altro. Ora serve solo attendere i tempi tecnici di notifica, dopodiché la Biennale per il momento perderà il suo padiglione islandese.

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