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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

«Mose su a 130 cm? Scelta condivisa. Non escludiamo soglie più basse con avanzamento lavori»

Il commissario straordinario Spitz ha spiegato che con l'avanzamento dei lavori la soglia di innalzamento potrà essere progressivamente rivista al ribasso

«La soglia di sollevamento del Mose è stata decisa da tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella cabina di coordinamento per la condivisione presieduta dal orefetto di Venezia. La possibilità di sollevare le barriere a scopi difensivi anche prima del completamento delle relative opere ha cominciato ad essere presa in considerazione già tra fine 2019 e inizio 2020 e portata all’attenzione del Comitato interministeriale di indirizzo e controllo». Lo chiarisce, in una nota, il commissario straordinario per il Mose, Elisabetta Spitz, in riferimento ad alcuni articoli comparsi sulla stampa.

Si è scelto di optare per un sollevamento a quota 130 - pur più alta rispetto ai 110 centimetri previsti per la fine dei lavori - perché «consente un anticipato e adeguato meccanismo di difesa della laguna, senza compromettere una macchina ingegneristica complessa, i cui apparati di funzionamento sono in via di completamento. Dei 20 sollevamenti effettuati nella stagione 2020/21, in una quasi totale percentuale si è infatti intervenuti con maree inferiori a 130 centimetri».

L'azione preventiva, fondamentale per quanto provvisoria, sarà portata avanti «valutando la possibilità di modificare la soglia di 130 centimetri e avvicinandosi a quella definitiva di 110 in funzione dell’avanzamento dei lavori del Mose. - ha aggiunto Spitz - Queste scelte saranno, come sempre sinora, condivise con i soggetti istituzionali coinvolti. Va precisato che quando si parla di una soglia di 130 centimetri si intende un riferimento previsionale per la salvaguardia della città di Venezia.

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