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Mose, 300 milioni per i lavori. «Bene l'affidamento alle imprese del territorio»

Per l'associazione dei costruttori edili la strada intrapresa per la conclusione dell'opera è quella giusta

L’affidamento a imprese veneziane di lavori da 300 milioni di euro per l’ultimazione del Mose è una buona notizia, per l'Ance Venezia (associazione costruttori edili). Prima di tutto perché «è un segnale concreto della volontà di riprendere e portare a termine quest’opera essenziale per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna, dopo una lunga fase di stallo». Secondo, perché «si è scelta la strada di rivolgersi alle imprese locali del Consorzio Venezia Nuova», dotate dei necessari «know-how, esperienza, professionalità e affidabilità».

Migliore controllo

Aggiunge Ugo Cavallin, presidente di Ance Venezia: «Ora l’auspicio è che venga assicurato il coinvolgimento anche di altre realtà imprenditoriali presenti sul territorio. Proprio la conoscenza delle imprese e la possibilità di un controllo diretto del loro operato ci rende fiduciosi sul fatto che la gestione dei subappalti avverrà in modo corretto e trasparente, senza il ripetersi di quei fenomeni di compressione delle condizioni contrattuali ed economiche a scapito delle piccole imprese subappaltatrici e fornitrici. Anche in questo Ance Venezia dà la propria disponibilità a concorrere all'attività di vigilanza. Trecento milioni di euro, tutti ad imprese veneziane e dell'area metropolitana perché finiscano il Mose e lo facciano finalmente partire».

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