Cronaca

BUFERA MOSE, il sindaco Giorgio Orsoni torna in libertà DIRETTA

Giovedì mattina il gip ha revocato gli arresti domiciliari per il primo cittadino veneziano, che ha quindi convocato una conferenza a Ca' Farsetti

L'arrivo di Orsoni a Ca' Farsetti

Il sindaco di Venezia è tornato in libertà. Sono stati infatti revocati giovedì mattina dal gip gli arresti domiciliari a Giorgio Orsoni, che potrà quindi lasciare l'abitazione dove era stato “incarcerato” da una settimana, pur restando indagato nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. Lo ha confermato alla stampa l'avvocato difensore di Orsoni, Daniele Grasso, che aveva fatto istanza al gip Alberto Scaramuzza.

AGGIORNAMENTO ore 13.30 - Orsoni ha iniziato la conferenza stampa con un sorriso, scherzando con i giornalisti: "Non vi ho mai visti così numerosi" e ancora: "Chi non sente chiami un otorino", ma dopo le battute di apertura il sindaco, tornato in pieno possesso dei suoi poteri dopo la sospensione, arrivano le bombe: "Non mi dimetto", tre semplici parole che il primo cittadino ha scandito chiaramente, tagliando subito la testa al toro. Orsoni ha spiegato che le accuse che gli sono state rivolte da Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, sarebbero state un modo per vendicarsi vista la poca "malleabilità" dimostrata dalla Giunta su molti temi cari all'ingegnere del Cvn, primo tra tutti l'Arsenale. Orsoni sostiene infatti di essersi sempre scontrato con poteri molto forti: "questo è lo scotto che pago", ha chiosato. Quanto ai soldi, il sindaco ha ammesso di aver ricevuto finanziamenti da Mazzacurati ("Diceva di sostenere sempre i candidati" ha spiegato il sindaco alla stampa), ma di non aver avuto mai la minima idea della provenienza illecita di quel denaro, che comunque sarebbe stato per i partiti che lo sostenevano. Interrogato a riguardo, il vicesindaco Sandro Simionato ha risposto telegrafico che "le parole pesano come pietre", anticipando quindi un possibile scontro. Mentre il M5s e Fratelli d'Italia rinnovano le proprie richieste di dimissioni per il primo cittadino, Orsoni ha annunciato che nel pomeriggio convocherà i capigruppo per stabilire insieme il da farsi.

IL DISCORSO DEL "RE": ORSONI TRACCIA LA SUA VERSIONE

IL VIDEO DELL'ARRIVO A CA' FARSETTI

AGGIORNAMENTO ore 13 - Il sindaco è arrivato al pontile di Ca' Farsetti intorno alle 13 (con una prevedibile mezz'ora di ritardo rispetto a quanto comunicato inizialmente), e si è diretto a passo rapido verso le porte del Comune, senza fermarsi e schivando la folla di giornalisti che presidiava Ca' Loredan dalle 12. Sul volto del primo cittadino campeggiava comunque un sorriso, e Orsoni è parso abbastanza sereno anche se di fretta. Il sindaco, scortato dagli agenti della Municipale, si è chiuso alle spalle la porta del Comune in attesa di far partire la conferenza stampa già annunciata. Dall'interno era possibile anche sentire qualche applauso per il primo cittadino.

IL DISCORSO DEL SINDACO IN QUATTRO VIDEO:

"MAI SAPUTO DI FINANZIAMENTI ILLECITI"

"INCONTRAVO TANTI CHE VOLEVANO CONTRIBUIRE"

"MI DISSERO DI CHIEDERE PIÙ SOLDI PER SFIDARE BRUNETTA"

"MAZZACURATI MI CHIAMÒ DOPO LE ELEZIONI MA CI SCONTRAMMO"

LE DICHIARAZIONI - "Sono molto felice di vedervi e incontrarvi dopo una settimana di riposo, credo che siate stati molto più impegnati con la Biennale - inizia il sindaco Orsoni - credo che questo provvedimento di revoca degli arresti domiciliari si commenti da solo, dopo una settimana e dopo un chiarimento che è avvenuto lunedì con i pubblici ministeri. Ho chiarito nel modo più inconfutabile che nessun coinvolgimento mio diretto, così come prospettato dal provvedimento notificatomi, è mai avvenuto. I filoni di accusa sono sostanzialmente di due tipi: il primo è che io avrei percepito attraverso il mio mandatario elettorale delle somme che chi mi versava aveva illecitamente procurato, cosa di cui io non ho mai sospettato. Mazzacurati - spiega con calma Orsoni ai giornalisti - era anche mio cliente e fu lui a propormi di sostenere attraverso canali che io ho sempre ritenuto leciti la mia campagna elettorale. Ricordo di aver avuto sollecitazioni da chi mi organizzava la campagna elettorale a chiedere a chi conoscevo di contribuire, cosa che ho fatto con varie persone. Dopo la campagna elettorale incontrai l'ingegnere perché insistentemente mi voleva parlare di problemi della città. Della legge speciale del Mose. Soprattutto dell'Arsenale. Argomento che ci ha visti fortemente contrapposti. Al punto che arrivai a promuovere un provvedimento legislativo affinché l'Arsenale venisse sottratto allo Stato e venisse dato alla città per poter intervenire e verificare anche direttamente quali erano i costi che erano stati messi a bilancio del Mose per intervenire sull'Arsenale. Abbiamo avuto in questo uno scontro fortissimo. Non escludo che sia stata una vendetta nei miei confronti anche per questo. Ribadisco che la mia campagna elettorale non è stata da me gestita. La mia campagna elettorale è stata gestita dai partiti che mi hanno sostenuto".

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ORSONI ACCUSATO DI FINANZIAMENTI ILLECITI

DOPO L'ARRESTO - Sembra che il giudice abbia ritenuto, anche dopo l'interrogatorio del sindaco avvenuto nei giorni precedenti, che non vi fossero più esigenze cautelari per Orsoni. Il primo cittadino della laguna terrà in tarda mattinata una conferenza stampa a Ca' Farsetti, ed è molto probabile che allora la città scoprirà quale dovrà essere il nuovo corso della Giunta: se il sindaco darà le dimissioni o meno. Orsoni era stato arrestato, e posto ai domiciliari, il 4 giugno scorso, assieme ad altre 34 persone nell'ambito dell'operazione della Gdf su presunte tangenti e finanziamenti illeciti collegati agli appalti del Mose. Nel provvedimento del gip si farebbe riferimento a una richiesta di patteggiamento da parte del sindaco, su cui difesa e procura si sarebbero accordate per una pena di nove mesi, ridotta poi a quattro per le attenuanti generiche e di un terzo per il rito abbreviato e 15mila euro di multa. In ogni caso l'accordo poi dovrà secondariamente venire vagliato dal gup. Il sindaco, che era stato sospeso dalla carica secondo quanto prevede la legge, sarebbe uscito di casa poco prima delle 11.30 e subito in motoscafo. Il suo arrivo a Ca' Farsetti, sede del Comune, per una conferenza stampa assieme ai suoi legali era previsto per le 12.30.

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