Mose, il termine previsto è il 2021 ma «i soldi sono bloccati al provveditorato»

Assemblea di Kostruttiva spa oggi all'Arsenale. Le imprese lamentano mancati pagamenti. Assente il provveditore alle Opere, Roberto Linetti. Boraso: «Ridare competenze alla Città metropolitana»

Mose

Il Mose anche oggi argomento di confronto, alla sala conferenze del Consorzio Venezia Nuova all’Arsenale: Scenari futuri per la salvaguardia di Venezia. La necessità di ultimare l'opera e l'opportunità di riportare la competenza in capo agli enti locali, tra i quali la Città metropolitana di Venezia, è stata ribadita dall'assessore alla Mobilità del Comune, Renato Boraso. Data prevista per il completamento dei lavori: fine 2021, secondo il presidente di Kostruttiva spa, Devis Rizzo. Assente il provveditore interregionale alle Opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, Roberto Linetti. Le aziende che operano nei cantieri: «Soldi bloccati, così è impossibile lavorare».

Marea eccezionale

«Il sistema modulo sperimentale elettromeccanico (Mose) fa parte comunque - ha spiegato l'assessore - di una pluralità di interventi per garantire una manutenzione diffusa dell’ambito lagunare. A oggi - ha ricordato Boraso - il piano delle barriere mobili è circa al 94% di avanzamento. Lo scorso 29 ottobre, quando si è registrata l’acqua alta eccezionale di 156 centimetri, forse avremmo già potuto utilizzarlo, per evitare che 600 ettari della città antica finissero sotto acqua. È opportuno pensare fin d’ora a costruire la nuova struttura istituzionale, amministrativa e gestionale, che dovrà organizzare l’affidamento e il controllo di lavori e di servizi per la manutenzione dell’opera, ma anche la gestione dell’operatività delle dighe mobili».

Gli altri interventi

«Al sistema Mose - ha aggiunto Boraso - fanno riferimento, oltre al sistema delle dighe mobili, anche altri interventi essenziali per la sopravvivenza della laguna, quali, ad esempio, quelli destinati al ripristino morfologico e alla salvaguardia ambientale richiesti dalla Commissione Europea. In particolare, sono state previste risorse pari a 266 milioni di euro, già assegnate dal Cipe, per la conservazione e riqualificazione ambientale. È fondamentale - ha concluso - che su tali misure sia data massima discontinuità rispetto al passato: la competenza va riportata agli enti locali interessati all'ambito lagunare attraverso l'assegnazione delle risorse direttamente alla Città metropolitana di Venezia. Solo in tal modo questi contributi potranno essere gestiti in modo partecipato, trasparente e aggiornato in base alle mutate necessità. Al convegno il commissario straordinario del Consorzio Venezia Nuova, Giuseppe Fiengo, dell'assessore allo Sviluppo della Regione Veneto Roberto Marcato e il presidente di Kostruttiva spa Devis Rizzo.

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Imprese e lavoratori

Il destino di imprese e lavoratori è legato a quello del Mose, spiega l'assessore allo Sviluppo regionale Roberto Marcato. «L'opera va completata prima possibile, presto e bene, nel rispetto e a tutela della ventina di imprese e circa 150 lavoratori che stanno aspettando il via libera alla conclusione dei lavori. I costi di gestione e manutenzione del Mose devono essere tutti a carico dello Stato – sottolinea Marcato – . Siamo convinti sia necessaria una Authority con la Regione del Veneto come ente capofila - prosegue l’assessore regionale - con il coinvolgimento della Città metropolitana di Venezia, del Comune di Venezia e dei ministeri di Ambiente e Infrastrutture. Quel che è certo che l’Authority deve avere pieni poteri e capacità di decidere, semplificando ogni genere di funzione e gli iter farraginosi ai quali abbiamo assistito fino ad oggi, con continue sovrapposizioni di enti. Per noi è massima l’attenzione alle imprese che operano nel Mose – conclude Marcato – sono aziende superspecializzate senza le quali non sarebbe ipotizzabile concludere i cantieri, e ai lavoratori. Esiste il rischio non remoto che queste aziende, una ventina per un totale di circa 150 addetti, nell’attesa di decisioni dall’alto, falliscano. I soldi ci sono e il Mose va completato».

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