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Il jack-up

Il jack-up

Mose, la Comar finisce sotto commissario

Lo ha comunicato il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. Era stata creata al solo scopo di gestire le gare d’appalto del Consorzio Venezia Nuova

È una delle società più importanti del Consorzio Venezia Nuova, finito al centro delle indagini sul caso Mose: ora, con provvedimento dell'8 gennaio firmato dal presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, la «Costruzioni Mose Arsenale spa» (Comar) viene commissariata. Con sette giorni di tempo, come riporta La Nuova Venezia, per presentare eventuali memorie e documenti.

La Comar era stata costituita nel 2009 con l'unico scopo di gestire le gare d’appalto del Consorzio Venezia Nuova: le quote appartengono alle tre principali imprese azioniste del Mose, ovvero Mantovani, Condotte d’Acqua e Grandi Lavori Fincosit. Una delle più importanti gare di cui Comar si era occupata era quella del jack-up, la nave da 50 milioni di euro attrezzata per la rimozione e lo spostamento delle paratoie, il cui prototipo è ancorato da quasi un anno davanti all’Arsenale.

La base d’asta per la costruzione del jack-up era di 37 milioni, ma le gare fallirono: la prima fu sospesa per questioni progettuali, la seconda andò deserta. Comar quindi affidò i lavori direttamente alla Cav (Costruzioni Arsenale Venezia, stessa composizione societaria di Comar), che si avvalse di Fip (proprietà Mantovani). La spesa aumentò a 50 milioni, il massimo approvato dal Magistrato alle Acque. Comar ha inoltre gestito le gare per la costruzione delle paratoie, tranne l'ultima che è stata amministrata dai commissari.

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