Mose, ora si rischia il blocco per 250 stipendi non pagati

Il Consorzio Venezia Nuova ha annunciato una cassa integrazione di 10 mesi. Giovedì Cgil, Cisl e Uil in teleconferenza con il commissario Spitz: «Le risorse ci sono». Sigle pronte alla mobilitazione

Mose, archivio

Le sigle sindacali confederali veneziane, Cgil, Cisl e Uil, giovedì 27 febbraio hanno incontrato in teleconferenza il commissario straordinario per il Mose Elisabetta Spitz, e hanno ottenuto «rassicurazioni sul completamento dell’opera, il pagamento degli stipendi e la disponibilità di tutte le risorse», ma hanno detto di essere comunque pronte «a intraprendere tutte le iniziative necessarie». Il Consorzio Venezia Nuova ha fatto sapere infatti che si prospettano 10 mesi di cassa integrazione per tutti i dipendenti (inclusi quelli di Thetis e Comar), poiché da marzo non sarebbe più in grado di pagare gli stipendi. I segretari rispettivi Ugo Agiollo, Paolo Bizzotto e Gerardo Colamarco, con i segretari provinciali delle categorie dei chimici, dei metalmeccanici e degli edili, hanno raccontato così la riunione che si è svolta con il commissario nominato dal ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli.

Le risorse

«Il Commissario straordinario si è impegnato a darci, entro martedì prossimo, formale conferma delle risorse necessarie per garantire il pagamento degli stipendi dei circa 250 lavoratori. Le premesse sembrano positive, ma nel caso non si sbloccasse la situazione, i sindacati scrivono che metteranno in campo «tutte le iniziative necessarie a sciogliere il nodo e richiamare alle loro responsabilità tutti gli organi decisori». Nei prossimi giorni Spitz ha annunciato un incontro per illustrare nel dettaglio l’iter di completamento del Mose. Per i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Francesca Zottis «è l’ennesimo allarme di una situazione insostenibile, che deve trovare risposta. Con i 250 lavoratori a casa salterebbe inevitabilmente tutto il sistema relativo a completamento, collaudo, funzionamento e manutenzione del Mose. Certe professionalità, acquisite negli anni, non si possono improvvisare». 

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Le verifiche

«Ci sono dei test già programmati che se non si sblocca l’impasse saranno cancellati», dicono Pigozzo e Zottis. «Anche la Regione deve prendere in mano la situazione e assumere un ruolo da protagonista. È stata approvata all’unanimità la nostra richiesta di promuovere una cabina di regia con Città metropolitana di Venezia, ministero dei Trasporti e ministro dell’Ambiente che avesse compiti di indirizzo sia sugli interventi di gestione del sistema Mose che sul monitoraggio delle relative opere di compensazione ambientale. Ma di questa Authority ancora non c’è traccia».

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