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Mose: "Lavori conclusi nel 2018, ma i soldi per finirlo ci sono tutti"

I commissari del Consorzio Venezia Nuova puntano sulla trasparenza. Ancora aperta la questione della manutenzione di ciò che è già costruito

Servono soldi, tempo e coscienza ambientale. Questi gli ingredienti della ricetta che dovrebbe portare alla conclusione dei lavori di costruzione del Mose. Su tutti, però, i commissari del Consorzio Venezia Nuova, dopo lo scandalo che ha investito l'intera laguna, mettono la trasparenza. Il punto da cui ripartire a un anno dalla raffica di arresti che hanno sconvolto il panorama politico e industriale veneziano. "Siamo convinti - spiega Giuseppe Fiengo, il commissario che da aprile si è aggiunto a Luigi Magistro e Francesco Ossola - che i punti fermi per contrastare la corruzione siano due aspetti da evitare: il guadagno eccessivo, che un'impresa può stornare indietro a chi gli ha dato l'appalto, e l'opacità delle operazioni". Per questo motivo quanto sarà possibile pubblicare, in ottemperanza con le norme europee, sarà disponibile online. Cosicché tutti potranno controllare le operazioni del consorzio.

Inchiesta a parte, però, ciò che più interessa i cittadini e pure le istituzioni è quando la grande opera sarà ultimata. Doveva essere entro il 2016, poi entro il 2017, ora si parla del 2018. L'ha spiegato il commissario del Cvn, Giuseppe Fiengo. "La tesi dell'atto integrativo - spiega Fiengo - parla di giugno 2018, mentre i tecnici pensano che si possa arrivare fino a ottobre-dicembre dello stesso anno: il discorso è aperto". Il punto cruciale, però, appare essere la sovrapposizione della manutenzione con il completamento dell'opera, problema sollevato dal commissario Ossola, incaricato di seguire i profili più tecnici. Del resto alcune paratoie sono già state posizionate e ultimate da tempo, quindi servirà già tenerle sotto controllo prima che il cantiere sia concluso. Per fare questo però serve ora mettere a punto un piano di lavoro in grado di coordinare le varie operazioni. Naturalmente tutto ciò sarà possibile solo con i finanziamenti del Ministero, bloccati per lungo tempo nei mesi scorsi.

"Per i finanziamenti del Mose c'é un nuovo interesse da parte della Bei, che dopo aver bloccato tutto, nei giorni scorsi, con una lettera datata 26 giugno, ha ripreso i rapporti con noi, iniziando a chiedere nuove documentazioni - ha dichiarato sul punto Fiengo - I soldi per finire le opere ci sono tutti. Quelli che mancano sono i fondi per gli interventi di compensazione, riguardo ai quali stiamo facendo un lavoro congiunto con i Ministeri dell'Ambiente e della Cultura per trovare il sistema per fare interventi sui quali la collettività veneta sia d'accordo. La cosa più difficile è avere un sistema paesaggistico che si auto-conservi, nel quale le persone devono continuare ad accedere. A complicare questo c'e' il fatto che la Laguna è un posto complesso, in cui le cose ci mettono secoli per assestarsi, e non c'è molta coscienza su questo tipo di paesaggio. Ma la Laguna - conclude - non deve essere un posto abbandonato, è fatta di gente, che deve continuare a poterla frequentare".

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