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Stop al Mose e commesse non pagate: dopo la mobilità, Mantovani licenzia 100 dipendenti

Il gruppo, impegnato nella realizzazione delle dighe mobili, ha visto la riassegnazione di commesse per 100 milioni di euro tramite bandi di gara europei. Utile in calo

All'appello risultano almeno 70 milioni di euro di commesse non pagate, ecco perché la Mantovani ha annunciato il licenziamento di 102 dipendenti. Come riportano i quotidiani locali, la situazione è molto delicata e se non si troverà lo sblocco, potrebbero rischiare il posto altre 100 persone, per un totale di oltre di 200 lavoratori.

Come spiega l'amministratore delegato del gruppo, Maurizio Boschiero, la cassa integrazione prima e la mobilità poi non avevano mosso istituzioni o sindacati, la speranza è che con la lettera di licenziamento tra le mani la situazione cambi e ci siano delle prese di posizione.

COMMESSE BLOCCATE PER 100 MILIONI

La Mantovani è da tempo impegnata nei lavori di costruzione del Mose, "ma nel marzo scorso sono state avviate delle gare europee che per riassegnare le commesse, per un valore di circa 100 milioni di euro, già di proprietà dell'azienda", come ha specificato Boschiero. La situazione finanziaria del gruppo ha cominciato ad essere meno stabile già a partire dal 2016, ad ogni modo, con problemi di utile e la successiva decisione di puntare sul mercato dell'est Europa per uscire da una situazione delicata. "Scontiamo il blocco delle opere in Italia e di un'amministrazione che non paga", ha concluso l'amministratore delegato.

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