Il Mose attivo anche venerdì mattina: niente acqua alta a Venezia

È il secondo giorno consecutivo. Il picco si è verificato poco dopo le 11, più basso del previsto

Foto d'archivio

Anche stamattina, 16 ottobre, per il secondo giorno consecutivo, sono state effettuate le procedure di sollevamento del sistema del Mose: tutte le 78 barriere si sono alzate alle bocche di porto separando il mare dalla laguna ed evitando l'innalzamento dell'acqua nel centro storico di Venezia. È il terzo test in condizioni di necessità reale (in cui, cioè, il Mose impedisce il fenomeno dell'acqua alta in città), dopo quelli del 3 e del 15 ottobre.

L'operazione è stata decisa ieri, in base alle previsioni di marea, dal commissario per il Mose Elisabetta Spitz e dal provveditore Cinzia Zincone. Come le altre volte, l'avvio della procedura è stato preceduto dall'ordinanza della Capitaneria di divieto di navigazione nelle aree delle bocche di porto. Anche in questa occasione tutta l'operazione si è svolta senza intoppi e la città è rimasta effettivamente all'asciutto.

Il livello massimo di oggi, secondo le previsioni del centro maree comunali, doveva essere di 125 centimetri. Alla fine il picco rilevato è stato minore, di 117 centimetri, ed è durato circa un'ora e mezza, tra le 9.30 e le 11. A Venezia e Chioggia, invece, l'acqua è rimasta sui 45/50 centimetri, proprio grazie all'attivazione del Mose. Per sabato è previsto un massimo di 105 centimetri alle 11.40.

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«Anche oggi il Mose ha funzionato, dando prova della sua utilità - ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà - . L’opera sta contribuendo alla salvaguardia della laguna: è entrata in funzione e si continuerà a lavorare per renderla efficace. Chiaramente va completata e da qui ai prossimi anni si dovranno risolvere le problematiche che affliggono la laguna, come il contrasto ai cambiamenti climatici. Da parte del governo c’è la piena volontà di lavorare in questa direzione, anche con le risorse derivanti dal Recovery fund».

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