Cronaca

Mose: enti pubblici e Cvn chiedono 6,5 milioni di risarcimento a politici e imprenditori

Richieste economiche avanzate dalle parti civili, ovvero Regione, Comune di Venezia, ex Provincia e Consorzio Venezia Nuova. I legali le hanno presentate nell'udienza di giovedì

Danni morali, materiali e d'immagine: le parti civili del processo Mose avanzano le loro richieste di risarcimento. Soldi che intendono ottenere dalle personalità ritenute responsabili a vario titolo nel giro di corruzione e finanziamenti illeciti legato alla grande opera lagunare. Gli enti danneggiati che nell'udienza di giovedì hanno presentato "il conto" sono Regione Veneto, Comune di Venezia, Città metropolitana e Consorzio Venezia Nuova. Un totale di circa 6,5 milioni di euro che i rappresentanti degli enti hanno calcolato ricordando le evidenze degli illeciti emerse nel corso delle indagini.

Come riporta Il Gazzettino: il Cvn chiede 430 mila euro (100mila all'imprenditore Nicola Falconi, 100mila all'ex presidente del magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva, 100mila all'ex ministro Altero Matteoli, 100mila all'imprenditore Erasmo Cinque, 10mila all'ex presidente del consiglio regionale Amalia Sartori e 20mila all'ex sindaco Giorgio Orsoni in solido con Falconi); l'avvocato che rappresenta la Regione punta invece a una provvisionale di 2,5 milioni totali, ovvero 500mila euro ciascuno a Falconi, Piva, l'architetto Danilo Turato, Matteoli e Cinque.

Infine le richieste del Comune di Venezia e della Città metropolitana: rispettivamente 2,3 milioni e 1,2 milioni in solido a Matteoli, Piva, Orsoni, Falconi e Cinque. Con una distinzione nelle responsabilità: secondo il legale i reati compiuti dalle persone coinvolte hanno "offeso" la città, ed è particolarmente esecrabile la condotta di chi ha rubato soldi pubblici per puro tornaconto personale. Diversa la questione per l'ex sindaco, che - secondo l'accusa - sapeva ciò che stava accadendo, ma non si è arricchito.

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