L'arte contemporanea per la prima volta al Ducale per i 100 anni di Porto Marghera

La "materia" per raccontare la storia del polo industriale. "Un percorso di riflessione che rende onore ai lavoratori e ai loro sacrifici". Brugnaro: "Illumineremo gli stabilimenti"

Si chiama Porto Marghera 100 ed è l'esposizione che celebrerà per i prossimi 3 mesi la storia dell'area industriale veneziana nel cuore della città, a Palazzo Ducale. Un'iniziativa che, come evidenziato dal sindaco Luigi Brugnaro, porta per la prima volta l'arte contemporanea in quella che fu la sede dei Dogi. La mostra racconta la nascita e lo sviluppo di Porto Marghera e vuole "illustrare il ruolo che l'area esercitò sul territorio di Venezia e della terraferma e sulla storia produttiva ed economica, sociale e culturale del Paese".

Un secolo di storia

La città di Venezia attraverso l'arte e la musica racconta un secolo di materia, lotte operaie, strumenti del mestiere e scoperte scientifiche che hanno fatto di Porto Marghera il cuore propulsore del Nordest. Un percorso narrativo per portare nei luoghi culturali della città, a cominciare dalla Fenice e Palazzo Ducale, la storia, la fatica e il sacrificio di decine di migliaia di persone. "Dall'idea di città metropolitana - sottolineano gli ideatori - dobbiamo partire per scrivere i prossimi cent'anni di Porto Marghera. Per dare una dignità al lavoro e al futuro di tanti giovani. In queste aree deve tornare a battere il cuore della manifattura, dell'industria, della portualità, del terziario avanzato. Insieme dobbiamo progettare il futuro, in modo trasversale. Porto Marghera sarà un luogo tra i più belli al mondo".

"Illumineremo Porto Marghera"

Spiega Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia: "Vogliamo riprendere in mano Porto Marghera e mettere insieme tutte le forze per riscrivere questa pagina. Mio padre, che era sopravvissuto a un campo di concentramento, mi ha insegnato che la dignità dell'uomo parte dal lavoro. E ogni centrimetro di Porto Marghera parla di dignità di lavoro". Aggiunge il sindaco Brugnaro: "Tante persone si sono date da fare per raccontare Marghera. A Palazzo Ducale non possiamo portare i macchinari, quindi abbiamo pensato di portare le materie che si lavoravano nel polo industriale. Abbiamo fatto diventare la storia di Porto Marghera uno strumento di comunicazione e di riflessione, un percorso. Oggi abbiamo visitato i terreni del Petrolchimico, vogliamo acquisire il capannone del Petrolchimico e affidarlo ai sindacati come spazio di celebrazione del lavoro. Il momento può essere propizio per la città per risolvere i suoi problemi. Un segnale importante che daremo è di accendere Porto Marghera, accendere gli stabilimenti con luci colorate". La curatrice Gabriella Belli commenta: "Abbiamo cercato di costruire un progetto che sia resistente nella memoria delle persone. Questa mostra ha due registri: da una parte l'aspetto evocativo emozionale e simboli dell'arte contemporanea; dall'altro il documento e la fotografia".

La mostra

A cura di Gabriella Belli, con la collaborazione di Paolo Apice, la mostra è visitabile dal 4 novembre 2017 al 28 gennaio 2018. Si mette in scena un racconto nuovo - commentano gli ideatori - la cui voce narrante è il linguaggio dell’arte contemporanea. Le parole di questa lunga narrazione sono le materie prime da cui tutto è iniziato, evocative di quel fermento produttivo che ebbe il suo massimo sviluppo nel 1965 con la presenza di oltre 220 aziende e più di 30mila lavoratori. Acqua, carbone, ferro, chimica, plastica, tessile e vetro sono le materie prime associate alle principali produzioni e lavorazioni avvenute nelle industrie di Porto Marghera.

A ciascun materiale è stata dedicata una stanza dell’appartamento del Doge e per ogni stanza è stata scelta un’opera altamente rappresentativa del lavoro e della ricerca artistica contemporanea sul materiale individuato. Il pubblico di Palazzo Ducale avrà occasione di seguire un percorso avvincente tra le opere di alcuni degli artisti più importanti sulla scena internazionale contemporanea , molte delle quali portate per la prima volta a Venezia: Jannis Kounellis, Pino Pascali, Gilberto Zorio, Tony Cragg, Mario Merz, Daniel Spoerri e poi ancora Cagnaccio di San Pietro, Emilio Vedova, e i più giovani Julia Mangold, Anne-Karin Furunes, Sissi e Colombo Manuelli.

Le opere sono associate a fotografie storiche e fotografie autoriali contemporanee; una sezione, curata dall’equipe del professor Gianpiero Brunetta dell’Università di Padova, sarà dedicata al cinema. Documenti storici, sequenze fotografiche, pubblicità e alcuni straordinari montaggi d’epoca provenienti dall’archivio dell’Istituto Luce di Cinecittà daranno conto di quel particolare, a volte controverso, fermento di uomini e prodotti che animò il sito fino allo scorcio degli anni Settanta.

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