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Porto Marghera come non l'avete mai vista: "Sarà un arcipelago, irromperà il futuro"

Visitabili per una settimana i cinque progetti vincitori del workshop Iuav sulla nuova zona industriale. C'è chi ha guardato a Venezia e chi ha voluto superare i confini con la città

Porto Marghera si trasforma in un arcipelago. Anzi no, in un luogo in cui torri si trasformano in enormi bricole, oppure dove il suolo viene rimodellato completamente, per facilitare l'insediamento di nuove realtà. Ci hanno dato dentro gli studenti che quest'estate sono accorsi allo Iuav per il workshop "Wa.Ve", che quest'anno ha messo nel mirino il futuro possibile di Porto Marghera. Un futuro che si lega a doppio filo con ciò che l'architettura, intesa come disciplina in grado di rimodulare e organizzare spazi, sa offrire. Sono cinque i progetti vincitori del workshop, votati dagli studenti attraverso un form online. Di sicuro fascino la suggestione "Archipelago Marghera", in cui l'acqua che la divide da Venezia si caratterizza per alcune isole tecnologiche, in grado di divenire spazi per eventi e socialità. "Si tratta di un intervento capace di infondere nuova vita in una città decadente, innescando il cambiamento e il rinnovamento su tutta la zona", dichiarano i proponenti cileni. Nuovi spazi e nuovi paradigmi, che rendono tutt'uno Venezia con Porto Marghera. 

I progetti saranno in mostra a ingresso gratuito fino a venerdì 22 luglio nelle sedi Iuav presso il Cotonificio e i Magazzini Ligabue. Orari: da lunedì a giovedì dalle 9 alle 19, venerdì dalle 9 alle 12. Altro progetto vincitore è quello presentato da Fernanda De Maio dello Iuav: "L'onere dei sogni". "Nel progetto che si propone agli studenti - si legge - il viaggio avviene lungo i bordi acquatici dell’insediamento industriale, dove insistono una serie molteplice di manufatti che a scale differenti suggeriscono analogie con alcuni capolavori dell’architettura degli ultimi cento anni dal carattere eminentemente industriale. I punti terminali di questo viaggio sono Forte Marghera e Villa della Malcontenta di Palladio, il vincolo è che il tragitto si può percorrere solo per via d’acqua bordeggiando le rive di Porto Marghera indicate dalla docenza, laddove sorgono i manufatti oggetto della trasformazione richiesta agli studenti con la pratica dello smontaggio e della ricomposizione per costruire edifici di città nel nuovo parco. L’esercizio apparentemente ludico, sospeso tra il LEGO e la caccia al tesoro, cela tra le sue pieghe la fatica a cui ogni sogno ci costringe per diventare realtà".

In "Romantic Brutalism", progetto italiano, invece, si intende valorizzare "il valore assoluto di alcune delle archeologie industriali esistenti, che può rappresentare una nuova spazialità dotata di un elevato potere di sintesi, una genealogia capace di amplificare il carattere specifico di questo habitat. Il processo è indirizzato verso un nuovo linguaggio e una poetica attenta a una dimensione intermedia tra umanesimo e tecnica". In "Aldo Aymonino" si è considerata l'area di Porto Marghera come una sorta di bassorilievo, con l'obiettivo di "disegnare il suolo per riconfigurare i luoghi, definire spazi, ridistribuire pesi e misure delle masse edificate e degli ambienti aperti divengono l’occasione per comporre un grande bassorilievo che, anche mediante lievi variazioni dell’orografia superficiale, valorizza l’esistente e determina possibili ambiti di trasformazione". 

Nell'ambito di un progetto belga ("Marghera detail Venice, economy change history") ci si è infine divertiti a individuare elementi comuni tra gli edifici lagunari e quelli di Porto Marghera. "In entrambi i casi - scrivono i proponenti - Non esiste nulla nei due mondi che non rappresenti il risultato di continui cambiamenti culturali, politici o economici". 

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