“La Carità Colpita”, al Civile viaggio indietro nel tempo ai tempi del suo bombardamento

Un percorso tra foto e documenti storici che rimarrà aperto al pubblico fino al prossimo 30 novembre. Un episodio bellico che destò profondo scalpore nell'opinione pubblica

“La Carità Colpita” è il titolo della mostra inaugurata all’Ospedale Civile di Venezia, a cent’anni dal bombardamento di un Reparto dell’ospedale stesso, con grave spargimento di sangue. “La bomba che fece due vittime e ferì numerosi altri degenti – ha commentato aprendo la rassegna il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben – colpì la splendida Sala capitolare della Scuola Grande di San Marco, che allora, durante la guerra, era adibita a reparto di degenza. E il fatto che oggi questa sala sia tornata agli antichi splendori non deve cancellare il ricordo di quell’evento: nella Scuola Grande infatti, recentemente restituita dell’Azienda sanitaria alla città, oggi i soffitti brillano di nuovo sopra il salone adibito ad eventi culturali e alla funzione museale; ma quel bombardamento colpì un simbolo della città, e un simbolo della carità, dell’assistenza e della cura, che in questo luogo stanno al primo posto da secoli”.

Un percorso nella storia

La mostra propone un percorso che parte dal piano terra della Scuola Grande, nel “Portico delle Colonne” che costituisce l’ingresso nobile dell’ospedale Santi Giovanni e Paolo, dove i curatori hanno ricostruito il contesto bellico in cui si inserisce lo specifico evento del bombardamento sull’ospedale; si snoda poi al piano superiore, con testi, reperti, testimonianze, illustrazioni e tutto quanto può far luce sul tragico fatto, così come fu vissuto dalla città e dall’ospedale: “Il bombardamento della Scuola Grande di San Marco e quindi del reparto di degenza e cura in essa ospitato a quel tempo – spiegano i curatori della mostra – colpì emotivamente l’opinione pubblica non solo veneziana. I giornali ne diedero notizia amplificando quella che fu, quasi certamente, un’azione precipitosa o un’errata valutazione della traiettoria di caduta della bomba, come altre volte era avvenuto nella città lagunare. In una lunga guerra, però, combattuta non solo con fucili e cannoni, ma anche con le armi della propaganda, il fatto rappresentò un segno tangibile della crudeltà del nemico: nemmeno un luogo di pietosa cura e soccorso era stato risparmiato”.

Viaggio tra propaganda e realtà 

È proprio il filo della propaganda a tessere il racconto di questa mostra e ad intrecciarsi con quello della storia. La guerra combattuta nell’aria, lo stato dell’aviazione, l’artiglieria aerea e contraerea e, appunto, i bombardamenti sull’ospedale sono le tappe di questa narrazione: “Ci proponiamo di contribuire alla conoscenza di un evento drammatico – spiegano ancora i curatori – che colpì contemporaneamente un luogo di cura e uno dei luoghi più rappresentativi dello spirito civico, del sentimento di solidarietà e della pietà cristiana nati dalla civiltà veneziana. La memoria dei due ammalati morti nel bombardamento in quel 14 agosto 1917, Francesco Giuseppe Afabris e Giovanni Sambo, le decine di feriti, ma anche la testimonianza degli undici dipendenti ospedalieri caduti nelle battaglie della Grande Guerra ci rendano pienamente consapevoli del patrimonio morale di carità umana che custodiamo da secoli”.

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Crocifisso del XVI Secolo

Sulla sala che vide la strage, colpito anch’esso e danneggiato in quell’occasione, veglia il Crocifisso ligneo del XVI secolo: recentemente ricollocato, porta i segni dei danni subìti, ma sapientemente restaurato dall’Azienda sanitaria si offre insieme ai visitatori come monito e come speranza, perché guerra e violenza non si ripetano e perché la cura, l’assistenza e la carità siano sempre rispettate, e con loro siano rispettate le persone bisognose di cura. Nella stessa sala, nella giornata di apertura della Mostra, si è svolto l’ampio Convegno dedicato all’evento bellico, con la partecipazione di storici ed esperti della Scuola Grande di San Marco, dell’Istituto Storico Austriaco di Roma e di altre realtà accademiche e culturali. La mostra “La Carità Colpita” resta aperta fino al 30 novembre. E’ stata realizzata grazie alla collaborazione tra Ulss 3 Serenissima, Scuola Grande di San Marco, Deputazione di Storia Patria per le Venezia, Istituto Austriaco di Studi Storici, con il patrocinio della Osterreichische Akademie der Wissenschaften, e con il sostegno di Zanardo Logos, Associazione Nazionale Alpini Conegliano, Centro Studi Ugo Cerletti, Avis di Venezia, Actv.

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