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Alberto Barbera

Alberto Barbera

Parla Barbera: "A Venezia il meglio del cinema, come è ogni anno"

Il direttore artistico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica ha parlato della presunta rivalità con Toronto e dei film proiettati quest'anno

Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, alla vigilia della manifestazione, è sereno per il lavoro svolto, ma non manca di puntualizzare gli argomenti che sulla stampa hanno preceduto e criticato questa edizione del Festival. Ovvero di parlare di cinema, glamour e star, gli italiani al Lido, la concorrenza con Toronto e i film da non perdere. Ma soprattutto ci tiene a dire che Venezia non perde terreno e che non ha nessun complesso verso gli altri festival.

SEMPRE AL TOP - "Venezia perde terreno rispetto a Toronto? Balle! - dice con forza Barbera - A Toronto ci sono sette film italiani, a Venezia sono venti prime mondiali, mentre, sempre a Toronto, sono solo tre. L'unico film che non è al Lido è quello di Daniele Luchetti 'Gli anni felici' che ha preferito Toronto per la sua precedente esperienza a Venezia. Insomma non è vero che i film italiani non vengono a Venezia, anzi siamo noi a sostenere il cinema italiano. L'unico film che volevo - continua Barbera - e non ho avuto è quello di Steve McQueen '12 Years a Slave'. Gli americani hanno ritenuto infatti che il film, anche per il tema trattato, era meglio presentarlo negli States". E ancora Barbera: "Con tutto l'orgoglio dico che Venezia è ancora il Festival che fa tendenza e le altre manifestazioni aspettano noi per fare la conferenza stampa".

STAR BUSINESS - Riguardo gli ospiti e il glamour al Festival "non mancano certo rispetto agli anni scorsi. La crisi c'è, non si può negare, ma non c'è un calo di star. Anzi forse ce ne è qualcuna in più. Insomma siamo nella media". Il fatto poi che ormai specie per il Festival di Venezia, ci sono sulla stampa innumerevoli anticipazioni e interviste per i film in concorso, e non solo, spiega Barbera: "Certo questa cosa da un lato crea aspettativa, ma dall'altro danneggia i film. Secondo me dipende anche dalla stagione nella quale cade il Festival, una stagione nella quale i giornali hanno pochi argomenti da trattare".

COSA GUARDARE - Film da segnalare? Il direttore artistico si guarda bene dal parlare di quelli in concorso, per ovvi motivi, ma non manca di sottolineare la presenza del film di Ettore Scola su Fellini (Che strano chiamarsi Federico. Ettore Scola racconta Fellini), e remake giapponese di 'Gli spietati' di Clint Eastwood, interpretato da Ken Watanabe, ambientato negli stessi anni, ma in Giappone. "Poi c'è il bellissimo documentario sulle Femen e quello sul ciclista americano Armstrong, un filmato fatto prima dello scandalo doping e poi, solo dopo ripreso, che non manca ancora di sorprendere per la straordinarietà del personaggio. Così - spiega Barbera - il film che poteva diventare di denuncia alla fine si trasforma in un lavoro quasi agiografico". Infine riguardo al futuro, il destino di Barbera sembra essere strettamente legato a quello di Paolo Baratta, presidente della Biennale: "E' il miglior presidente possibile - dice - Una persona rara per intelligenza, capacità strategica e garanzia di autonomia per chi lavora con lui. Un uomo che sta rivoluzionando la Biennale. Il suo mandato scade nel 2015 come il mio - conclude Barbera - Staremo a vedere".

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