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Mostra Murer, sono oltre 1000 i visitatori a palazzo Ferro Fini

Promossa per ricordare il novantesimo anniversario della nascita dell'artista, presenta 30 sculture e 25 tra disegni e acqueforti cha tracciano l'intero percorso artistico dello scultore agordino iniziato nel suo paese natale, Falcade

Ha superato il migliaio di visitatori la mostra su Augusto Murer allestita nei saloni del Consiglio regionale, a palazzo Ferro-Fini, a Venezia. Un ottimo risultato - è il commento degli organizzatori - a testimonianza che anche con poche risorse e senza il supporto di un battage pubblicitario che non potevamo permetterci siamo riusciti a centrare il bersaglio. Sull'esperienza artistica dello scultore agordino e sul percorso espositivo allestito a Venezia, nella sede del Consiglio regionale, venerdì 18 gennaio l'Ateneo Veneto ospita un convegno al quale intervengono il professor Paolo Tieto, curatore del catalogo e della mostra, e lo storico dell'arte Giandomenico Romanelli, già Sovrintendente ai Musei civici veneziani, presenti il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato e l'assessore alle attività culturali del comune di Venezia Tiziana Agostini. Seguirà la visita guidata alla mostra nel vicino palazzo Ferro-Fini.

La mostra, promossa dal Consiglio regionale per ricordare il novantesimo anniversario della nascita dell'artista, presenta 30 sculture e 25 tra disegni e acqueforti cha tracciano l'intero percorso artistico dello scultore agordino iniziato nel suo paese natale, Falcade, immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale. Tra le opere in mostra a palazzo Ferro-Fini da segnalare i tre fauni in bronzo, collocati nel cortile di ingresso di palazzo Ferro-Fini, una grande maternità ricavata da un massiccio blocco di frassino, posta al centro della splendida sala "Cuoi", una serie di altre sculture eseguite tra il 1953 il 1985, periodo della maturità dell'artista (la zingara, la ballerina, l'adolescente, il minatore), il bozzetto della "Partigiana", i bronzi della "Profuga", della "Libertà" e il monolite "Nikolayewka". Suggestiva, oltre che interessante, anche perché testimonia il legame profondo e l'amicizia tra l'artista agordino ed altri due grandi veneti - Andrea Zanzotto e Mario Rigoni Stern - la parte grafica della rassegna, composta da disegni ed acqueforti. Di Zanzotto Murer illustra il poemetto dialettale "I mestieroi", di Rigoni Stern i passi più significativi de "Il sergente della neve".
(ANSA)

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