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Cruor, sangue sparso di donne: "Un grido personale contro violenza e sopraffazione"

“Molte delle mie opere – spiega l'artista, Renata Rampazzi – portano tracce del mio turbamento, di fronte ad azioni e comportamenti ancora generalmente tenuti nascosti, taciuti, e che oggi per diffusione, per violenza e ostentazione, ormai non sono solo un fenomeno sociale, ma che sotto forme diverse reclamano una denuncia, una rivolta, un rifiuto di complicità e sudditanza in tutte le espressioni individuali e collettive della cultura, del potere e della vita sociale”.

 

"Oggi, di fronte alla recrudescenza della violenza nei confronti delle donne, l’artista torna ad affrontare questo argomento, attraverso nuovi lavori, realizzati con materiali e forme per comunicare in maniera più diretta e coinvolgente". "Già dalla fine degli anni ’70 la tematica della violenza, del sangue, del dolore, facevano parte dell’universo creativo di Renata Rampazzi, fino a diventare una delle cifre più caratteristiche del suo percorso espressivo. La mostra alla Fondazione Cini di Venezia, dal 6 aprile al 17 giugno 2018, è accompagnata da uno scritto inedito di Dacia Maraini. 

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