Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Le motivazioni del tribunale: ecco perché Maniero resta in carcere

Nella decisione di condannare Luca Mori (così si chiama dal 2000) è tornato a pesare il fantasma di Felice Maniero, con tutto il suo portato di violenze che ne hanno contraddistinto gli anni da criminale

La corte d’Appello di Brescia ha depositato le motivazioni che confermano la condanna di 4 anni per Felice Maniero. L’ex boss della mala del Brenta - scrive PadovaOggi - è stato dichiarato colpevole per aver picchiato, insultato e umiliato la moglie Marta Bisello. Si legge poi nella sentenza che lo stesso Maniero ha tentato di ostacolare la giustizia, tentando dal carcere in tutti i modi di far ritrattare la donna.

Violenze

A Maniero, che nella sentenza viene indicato come Luca Mori (la nuova identità che possiede dal 2000, dopo essere entrato nel programma di protezione testimoni), i giudici contestano «una lunga serie di vessazioni, ingiurie, insulti e violenze fisiche (...) tali da creare un clima di sistematica sopraffazione e paura verso la donna, accresciuta dalla consapevolezza del compagno quale emerge dal suo non comune passato criminale». La querelante, Marta Bisello, che è compagna e vittima, fa notare che l'atteggiamento dell'uomo nei suoi confronti si può collocare esattamente quando la trasmissione Report, quando nella primavera del 2015 svela la sua nuova identità e i problemi finanziari della sua nuova attività d'imprenditore. 

Passato

Nella motivazione si leggono passaggi molto duri, testimonianze dirette di moglie e figlia che accusano l'uomo di comportamenti violenti, umilianti e vessatori. Mori, è sempre citato con questo nome nelle motivazioni Maniero, arriva addirittura a minacciarla ripetutamente di morte. Più di una volta è solo l'intervento della figlia a scongiurare il peggio. Confermata la condanna a quattro anni di reclusione, viene sottolineato che, «è evidente e logico il differente peso che può assumere una minaccia rivolta da un “quisque de populo” ("non un uomo qualunque" n.d.r.) e una minaccia proveniente da un soggetto pregiudicato come l’odierno imputato, che aveva commesso reati di ogni genere». In sostanza, nella decisione del tribunale di condannare Luca Mori è tornato a pesare il fantasma di Felice Maniero, con tutto il suo portato di violenze che ne hanno contraddistinto gli anni da criminale che lo hanno portato compiere e ordinare omicidi, rapine ed estorsioni.

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