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Moto ondoso in bacino San Marco, gondolieri sul piede di guerra

L'aumento di visitatori in città ha portato anche ad una situazione sempre più difficile sul fronte della navigabilità per i traghettatori a remi

La ressa in città per i primi eventi legati alla Biennale 2013 sta già avendo le sue conseguenze. Se da una parte l'ondata di turisti che ne deriva potrà dare una bella spinta all'economia veneziana, dall'altra si registrano già i primi problemi. Come in bacino San Marco, dove vaporetti carichi di visitatori, taxi, motoscafi e motonavi stanno producendo una quantità sproporzionata di moto ondoso, mettendo a rischio gondolieri e passeggeri.

LA PROTESTA – I traghettatori armati di remo non sopportano più i rischi continui derivati dalle onde alte quasi un metro che continuano ad agitare le acque davanti a San Zaccaria. Così, venerdì, i gondolieri, capitanati dal presidente Aldo Reato, hanno convocato i rappresentanti di Actv, Alilaguna ed Ente Gondola. Gli operatori acquei hanno sottoscritto un accordo per ridurre l'emergenza, una promessa a mantenere velocità accettabili e fare sempre attenzione alle gondole, ma per Reato il problema è che mancano controlli. I traghettatori, come riporta la Nuova Venezia, vorrebbero che i vaporetti che arrivano all'imbarcadero di San Zaccaria, posizionato a pochi passi dal molo Danieli, arrivassero piano e inserendo la retromarcia, per ridurre la scia delle eliche, ma il dirigente dell’azienda di trasporto Michele Busato spiega che alcuni vaporetti sono destrorsi, dunque con la marcia indietro si allontanano dal pontile.

POCHI CONTROLLI – Il problema principale, comunque, è la difficoltà a far rispettare i limiti. E tutti puntano subito il dito contro i taxi, da sempre accusati di correre troppo velocemente in Laguna, ignorando le normative. Oltre al rischio per chi procede a remi, impresa quasi impossibile in bacino, le onde stanno causando danni e microcrolli a molo e fondamente. In alcuni punti di riva degli Schiavoni i masegni sono sprofondati sotto l’effetto dell'acqua. I tassisti però si difendono, e rilanciano la questione controlli: secondo loro prima di parlare di moto ondoso bisognerebbe togliere dalla navigazione tutte le barche non autorizzate. I taxi con licenza rossa, quelli con la sigla P, Lv, i motoscafi di alberghi e vetrerie che svolgono servizio taxi. Intanto però, mentre tutti puntano il dito, la situazione in bacino San Marco è critica e anche verso la Giudecca il problema va aumentando come un'onda.

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