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Sgommate e impennate, raduno clandestino fermato dai carabinieri

Un centinaio di ragazzi tra i 16 e i 30 si sono radunati venerdì notte nei parcheggi dell'area commerciale di Marcon, venendo poi bloccati dai militari dell'Arma

Sono arrivati da Mestre, Quarto d'Altino, Preganziol e Treviso, in sella ad una moto pronti ad “esibirsi” o anche solo ad ammirare lo spettacolo di chi intendeva farlo, ma dopo qualche sgommata e diversi rombi di marmitta la festa è stata bruscamente interrotta dall'arrivo dei carabinieri, che hanno bloccato tutti i presenti, identificandoli. La cronaca del piccolo motoraduno “clandestino” è apparsa sui quotidiani locali, che raccontano di come i ragazzi si siano dati appuntamento venerdì sera nell'area commerciale di Marcon, proprio davanti al celebre negozio di motoricambi e accessori “Bep's”, il quale comunque non avrebbe nulla a che fare con il ritrovo.

DAI SOCIAL ALLA STRADA – Il passaparola è iniziato qualche giorno prima, sul web, dove tra facebook e altri siti oltre un centinaio di ragazzi tra i 16 e 30 anni si sono dati appuntamento nei parcheggi a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Gaggio Porta Est. A chi chiedeva quale fosse la “categoria” (“Enduro cross o anche super sportive?”), si rispondeva che la porta era aperta a tutti, unica discriminante la passione per i burnout, le impennate e i segni neri delle gomme sull'asfalto. Si è scelta una zona tranquilla, una strada chiusa al traffico, ma non si erano fatti i conti con i residenti di via Pellico, poco lontani, che pur non vedendo le moto dalle finestre hanno comunque sentito prepotenti i rombi dei motori, finendo quindi per telefonare al 112. Così sul posto, poco dopo le 22, sono piombate le gazzelle dei carabinieri, subito avvistate dalle “vedette” del gruppo. Quando i militari dell'Arma sono arrivati sul posto, infatti, un piccolo gruppetto di ragazzi era già riuscito a tagliare la corda, mentre la maggior parte ha spento i motori e ha aspettato pazientemente le forze dell'ordine: nessuno è stato colto “in flagrante” e quindi ai carabinieri non è rimasto altro da fare che identificare i presenti, che non sono stati però denunciati.

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