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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Acqua granda, dopo tre anni non si sbloccano i risarcimenti per 1.300 famiglie e imprese

Una mozione all'unanimità in Consiglio comunale chiede al sindaco Luigi Brugnaro di sollecitare il governo rispondere alla protezione civile sul riparto dei fondi, chiedendo in caso l'anticipo alla Regione Veneto. Si parla di oltre 30 milioni

«A tre anni dall'acqua alta eccezionale che ha pesantemente colpito Venezia e la sua laguna il 12 novembre 2019 e seguenti, nonostante lo sforzo della gestione commissariale e dall’amministrazione comunale, alcune categorie non hanno ancora ricevuto alcun rimborso o contributo, pur avendo sostenuto e documentato spese particolarmente ingenti, nell'ordine delle decine di migliaia di euro». Apre così il testo della mozione presentata da tutti i gruppi in Consiglio comunale, a prima firma del capogruppo Marco Gasparinetti (Terra e Acqua), per chiedere al sindaco Luigi Brugnaro di sollecitare il governo a sbloccare i fondi necessari al ristoro delle famiglie e delle attività economiche colpite dalla calamità, e "dispiegare analogo sforzo con la Regione Veneto, anche al fine di individuare eventuali possibilità di anticipo a carico del bilancio regionale, in attesa dei contributi statali che rischiano di farsi attendere ancora per molto tempo". 

La mozione porta la sottoscrizione di tutti i gruppi, di maggioranza e opposizione, e le famiglie e imprese in attesa di ristoro, spiega il testo, sono circa 1.300, "per un importo complessivo che supera i 30 milioni di euro secondo le perizie e le istruttorie già concluse dagli uffici comunali. Nonostante il lasso di tempo trascorso dalla conclusione della fase istruttoria relativa alle istanze di contributo e dalla presentazione delle integrazioni documentali, ai richiedenti non è pervenuta alcuna comunicazione o informazione sullo stato di avanzamento delle pratiche e sulla loro liquidazione. Considerato che la struttura commissariale, prima, e il Comune di Venezia, poi, hanno speditamente concluso i procedimenti per l’erogazione del contributo, il rischio è che la locomotiva dei contributi resterà ferma sui binari in attesa del “riparto” fra Regioni".

Eppure, dice il testo, il Comune dovrebbe ormai aver ricevuto i fondi statali. E invece i tempi non sono ancora quantificabili, "con il paradosso che chi ha subito i danni più ingenti e ha già anticipato le spese necessarie subirà anche tempi più lunghi". Per questo ogni gruppo ha sottoscritto la richiesta al sindaco di sollecitare il governo per avere una risposta, considerato che con le ordinanze della Protezione civile "si doveva provvedere al riparto delle risorse per regione, relative ai contributi". Ora per tutti, a distanza di tre anni dalla seconda acqua granda più importante della storia della laguna, è tempo di risposte concrete.

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