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Alcol e droga al volante, niente multa se scegli i lavori sociali

Sono 280 le persone che tra Treviso, Venezia e Belluno hanno optato per questa soluzione da luglio 2010. Adico apre uno sportello ad hoc

Svolgere lavoro gratuito al servizio della collettività invece di dover pagare migliaia di euro di multa e rischiare il carcere, e vedersi inoltre dimezzare il periodo di confisca della patente. È la possibilità offerta a chi in auto o moto viene trovato alla guida sotto l’effetto di alcol o droga, introdotta nel nuovo Codice della strada a luglio 2010. "Da allora tra Venezia, Treviso e Belluno dagli uffici competenti sono state prese in carico 280 persone, di cui 266 nel solo anno 2012, mentre sono 158 le persone attualmente seguite dal personale del solo U.E.P.E di Venezia, Treviso e Belluno", spiega Adico, associazione a difesa dei consumatori mestrina, che, per informare della possibilità, ha aperto lo sportello “Alcol e Patente”: compilando il form presente nello Sportello si verrà messi in contatto con un esperto in grado di fornire informazioni.

"Lo scopo dell’apertura dello Sportello è sensibilizzare le persone sull’importanza di non bere prima di mettersi al volante, informando sui rischi connessi – spiega il presidente di Adico, Carlo Garofolini – e sui vantaggi rappresentati dal Lavoro di pubblica utilità (L.P.U.) : sia sul fronte del valore educativo e sociale della pena, che su quello della tutela anche economica delle famiglie coinvolte, che possono così evitare di pagare migliaia di euro di sanzione che potrebbero davvero gettarne molte sul lastrico, soprattutto in una fase di crisi economica come questa».

Come accaduto ad una persona residente in un Comune del Trevigiano, fermato da una pattuglia della polizia stradale una sera dell’aprile 2012: aveva appena festeggiato con gli amici l’assunzione a tempo indeterminato, e quei bicchieri di troppo a cena sono costati cari: sospensione della patente per un anno, sequestro del veicolo ai fini della confisca, 15.000 euro di pena pecuniaria, 667 euro di ammenda e 2 mesi di arresto. L’automobilista ha chiesto e ottenuto dal giudice la sostituzione della pena con 63 giorni di lavoro di pubblica utilità che svolgerà presso un’Associazione di Volontariato , senza dover pagare nulla, senza vedersi confiscata l’auto e vedendo dimezzato il periodo di sospensione della patente.  Ora svolge Lavoro di pubblica utilità in un’associazione che assiste le persone disabili e le loro famiglie.

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