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La lettera ricevuta da Melania

La lettera ricevuta da Melania

Paga la multa "ridotta" per un'informazione sbagliata, ora dovrà sborsare 211 euro

La denuncia arriva da Melania, 30enne di Mestre. Ha ricevuto indicazioni erronee sul pagamento. "Il capo della Locale mi ha dato ragione, ma non può farci nulla"

Una piccola Odissea iniziata 12 mesi fa. "L'anno scorso a febbraio - racconta Melanio Vio, 30enne di Mestre - mi è arrivata una raccomandata, dopo circa 15 giorni sono andata a ritirarla: si trattava di una multa per essere passata con il rosso, sebbene fossi transitata con l'arancione, non sono una pazza alla guida". La donna si è quindi immediatamente recata al comando dei vigili urbani di via Cappuccina a Mestre, per chiedere informazioni in merito alla contravvenzione.

Il ritiro dei punti, come ha spiegato la donna, è stato eseguito in loco, mentre per il pagamento della multa aveva avuto precise istruzioni: entro 5 giorni dal ritiro avrebbe potuto sanarla in forma ridotta. "Così ho fatto - sottolinea Melania - Il 15 febbraio ho ritirato la contravvenzione, il 17 febbraio ho proceduto con il pagamento tramite bonifico bancario". Poi la sgradita sorpresa. Dopo alcuni mesi, infatti, la donna ha ricevuto un lettera da parte della Municipale, in cui veniva richiesto un esborso aggiuntivo di 211 euro. "Non capendo la natura della lettera - continua - mi sono recata al solito ufficio per chiedere informazioni e mi sono imbattuta in una persona molto scortese che mi ha aggredito verbalmente. A quanto mi è stato riferito, dovevo pagare la multa intera dal momento che l'ho ritirata dopo 10 giorni dall'emissione. Sebbene la vigilessa alla quale mi ero rivolta mi avesse dato informazioni differenti. Ora, per una differenza di soli 20 euro, per colpa di un'informazione sbagliata, mi ritrovo a dover pagare 220 euro aggiuntivi".

Melania ha quindi scritto ripetutamente all'assessore alla Sicurezza Giorgio d'Este, e dopo mesi di continui "rimbalzi", è stata ricevuta dal capo della polizia locale di Venezia, Marco Agostini: "Ho avuto colloquio di persona il 28 dicembre, nel quale mi ha dato tutte le ragioni del caso, ma non poteva far nulla per la cifra assurda che mi è stata richiesta a causa di un errore del personale che lavora all'ufficio informazioni del comando. Nessuno si prende la responsabilità e io mi ritrovo con questa assurda multa sul collo".

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