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Chiesa di San Geremia

Chiesa di San Geremia

Prof sorpreso a fare pipì sul muro della chiesa di San Geremia, multa pesante

E' accaduto giovedì verso le 13. Un 65enne catanzarese bloccato dai poliziotti, passanti indignati. Poco prima arrestata una borseggiatrice: altre due sono state denunciate

Multe, denunce e arresti a Venezia nelle ultime ore. Di certo l'episodio che è destinato a far discutere di più, confermato dalla questura, riguarda un uomo di 65 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e professore di scuola superiore in pensione del Catanzarese, che è stato sorpreso da alcuni passanti mentre verso le 13 di giovedì stava tranquillamente facendo pipì sul muro della chiesa dei santi Lucia e Geremia. La stessa in cui qualche settimana fa un giovane di nazionalità marocchina era entrato in stato confusionale scaraventanddo a terra un crocifisso del Settecento. 

L'uomo è stato fermato da una pattuglia della questura durante i controlli antiabusivismo mentre altre persone immortalavano la scena con i propri smartphone per mostrare sui social la "vergogna". Nei suoi confronti è stata comminata una multa da 10mila euro, per aver attentato al decoro. L'importo della sanzione è stato dichiarato da La Nuova Venezia, che ha riportato la notizia sul quotidiano di venerdì mattina. 

Sempre nella tarda mattinata di giovedì, invece, gli agenti del commissariato di San Marco hanno notato nei pressi di campo della Guerra, nelle vicinanze di piazza San Marco, due donne croate note borseggiatrici, tra cui una 20enne risultata essere destinataria di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Venezia per 7 mesi e 26 giorni per alcuni furti precedenti. La giovane è stata quindi portata al carcere femminile della Giudecca. 

Sempre nel pomeriggio di giovedì sono state rintracciate altre quattro donne di etnia sinta, una delle quali, borseggiatrice 21enne, è stata denunciata in quanto destinataria di divieto di dimora in Veneto. Un'altra, O.E., 25enne, è stata invece denunciata per un borseggio precedente commesso qualche ora prima all'imbarcadero della linea 2 della stazione ferroviaria ai danni di un turista russo che ha riconosciuto la manolesta grazie alle fotografie.

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