Cronaca Spinea

Multa di 340 euro per l’errato conferimento dei rifiuti, ma non erano suoi

A ricevere la sanzione, una ragazza veneziana. Aveva gettato il foglio dell'autocertificazione in un cestino pubblico

A volte, si sa, lo shopping può costare caro. Ma quando la spesa lievita per colpe non nostre, allora al danno si aggiunge pure la beffa. Ed è proprio una beffa quella che R.E., ventenne studentessa di Salzano, ha subito qualche giorno fa quando si è vista recapitare a casa una multa di circa 340 euro per aver “conferito” alcuni rifiuti in modo errato, secondo l’“accusa” dell’azienda.

La storia, però, iniziata come detto in una giornata di shopping, ha presupposti molto diversi, secondo quanto rivela la ragazza ad Adico. La studentessa, infatti, accompagnata dal padre, si è recata da Salzano a Spinea, in un market che si trova in via della Costituzione. Una volta arrivati, il padre ha gettato in un contenitore posizionato al di fuori del market il foglio con l’autocertificazione per il percorso di andata, visto che in quel periodo vigevano ancora limiti agli spostamenti fra comuni. Quel pezzo di carta è stato la causa di tutto. «A inizio gennaio, infatti, alla ragazza è stato contestato l’errato conferimento della spazzatura - spiegano da Adico -. Gli operatori della raccolta rifiuti, infatti, hanno trovato un sacchetto chiuso al di fuori dei cassonetti in via Luigi Negrelli, a 500 metri dal market. All’interno c’erano rifiuti misti, plastica, umido, vetro. E, appunto, quel pezzo di carta con il nome e cognome della studentessa, che a quel punto è diventata la destinataria della multa».

«Non è il primo caso che ci capita – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico –. Fermo restando che consideriamo fondamentale la battaglia per la raccolta differenziata, è chiaro che il sistema sanzionatorio vada rivisto. Noi abbiamo contestato la multa al Comune di Spinea basandoci anche su molte sentenze che spiegano come il rinvenimento di documenti all’interno di un sacchetto contenente rifiuti non è sufficiente per addossare la responsabilità di una violazione in materia di raccolta differenziata».

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