Muretto, Pinton: «Noi presi di mira, sabato terremo chiuso ma lavoriamo per la riapertura»

La replica del gestore del locale finito al centro delle polemiche dopo la serata di sabato scorso: «Alcune situazioni molto più a rischio della nostra»

Un frame da uno dei video postati sul web

«Scusate se non siamo intervenuti prima, ma sono stati giorni intensi. Comunichiamo che terremo il locale chiuso mercoledì 29 luglio e sabato primo agosto per motivi precauzionali, ma stiamo già lavorando per la prossima riapertura». Sono le parole di Tito Pinton, gestore della discoteca "Il Muretto" di Jesolo, finita al centro delle polemiche dopo che le immagini della serata di apertura di sabato 25 luglio hanno fatto il giro del web, subendo pesanti attacchi da parte dell'opinione pubblica e di molte istituzioni che criticavano la folla di giovani a ballare in pista senza mascherine. 

«Alcune situazioni molto più a rischio della nostra»

Lo stesso prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, aveva fortemente criticato l'affollamento nel locale, annunciando che avrebbe convocato una riunione per valutare come intervenire, se e quali provvedimenti prendere nei confronti del club. «Siamo rammaricati per la presa di mira, rispetto a situazioni similari pregresse da parte di altre attività appartenenti alla nostra categoria - scrive Pinton su Facebook - e ci vedremo costretti a rendervi partecipi di come sono state gestite le cose fino ad ora, di come le persone che dovrebbero rappresentarci si sono realmente comportate, di come alcune situazioni siano state molto più a rischio della nostra, di come le regole a quanto pare non siano uguali per tutti ma, soprattutto, di come fino ad ora non si sia mai parlato di tutto ciò».

Il sindaco: «Difficile tenere a bada tutti questi giovani»

A conclusione della sua replica, Pinton ringrazia il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia, «che per primo si è schierato dalla parte di tutti». Zoggia sabato sera ha trascorso un paio d'ore al Muretto: «E' stato deciso di aprire le discoteche ed è stato detto che bisogna convivere con il virus - ha detto Zoggia -. Si fanno rispettare tutte le norme possibili e comprensibili, ma è impossibile tenere a bada tutti questi giovani. Se si ritiene di tenerle chiuse, allora serve un provvedimento a livello nazionale e poi un sostegno economico». Martedì mattina è intervenuto anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia: «Ne ho parlato con il prefetto. C'è un tema di buon senso e rispetto delle regole: oggi non c'è un'emergenza clinica da coronavirus, c'è una "fase di convivenza" ma non dobbiamo sfidare troppo il virus perché nei grandi assembramenti potrebbe circolare di più - ha detto Zaia -. Il prefetto ha convocato un comitato per l'ordine e sicurezza, ieri abbiamo inviato il nostro dipartimento prevenzione al tavolo e ora attendiamo le decisioni».

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