Una cordata di imprese per il rilancio del museo di Altino: "Crediamo nella cultura"

Le aziende trevigiane e veneziane, con la Lisec in prima linea, fanno squadra: "Questa importante realtà deve sopravvivere nonostante i risicati fondi ministeriali"

Un progetto importante che nasce dalla "volontà di collaborare con la cultura", perché "non solo producendo fatturati ma anche cultura si fa crescere il territorio". Sono le parole di Johannes Oberrauch, amministratore della Lisec Italia di San Biagio di Callalta (Treviso), azienda che trascina le realtà imprenditoriali del territorio in un nuovo programma di rilancio del museo di Altino.

L'azienda punta infatti in particolare sulla valorizzazione del nuovo polo archeologico, sito di interesse internazionale collegato con Venezia. Nel progetto sono stati coinvolti alcuni imprenditori delle provincie di Treviso e Venezia, per ridare vita ad una realtà che deve sopravvivere con le risicate risorse ministeriali. Oberrauch intende inoltre verificare se, su questo tema, c’è possibilità di collaborazione fra Unindustria e le singole imprese.

"La giornata dell’industria e della famiglia al museo potrebbe essere una nuova formula - continua l'amministratore - L’industria ha una certa forza abbinandola a queste realtà". All’incontro per il rilancio del museo di mercoledì c’era anche la Vivo Cantine viticoltori del Veneto orientale, il cui direttore Franco Passador ha commentato: "È importante sostenere e valorizzare un sito come questo. Altino è la nostra storia e merita attenzione. E un progetto interessante potrebbe portare benefici al turismo e all’economia del nostro magnifico territorio".

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