Si corre verso un Natale "in due fasi", in attesa del Dpcm del 3 dicembre

Il governo Conte prepara una festività inedita per gli italiani, in cui si darà prima una spinta ai consumi e poi si vieteranno i tradizionali cenoni e veglioni per la paura di lasciar scatenare la terza ondata attraverso il contagio familiare

Natale a Mestre (foto d'archivio)

Un Natale in due fasi e un Dpcm che il 3 dicembre allenti la stretta per permettere i consumi delle feste prima di una nuova chiusura generalizzata in programma per il weekend del 19 dicembre o per il giorno prima della vigilia. I numeri dicono che siamo ancora in piena seconda ondata e che il picco verrà toccato forse la prossima settimana; intanto il governo Conte prepara un dicembre inedito per gli italiani, in cui si darà prima una spinta ai consumi e poi si vieteranno i tradizionali cenoni e veglioni per la paura di lasciar scatenare la terza ondata attraverso il contagio familiare. Lo riporta Today.

Verso un Natale in due fasi

«Quest'anno purtroppo abbiamo una situazione diversa, che non possiamo certamente pensare avrà delle eccezioni legate al Natale, perché vanificheremmo tutti gli sforzi di queste settimane», ha detto ieri il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli durante il punto stampa di presentazione del bollettino della Protezione Civile. Probabilmente però Locatelli non ha fatto i conti con l'economia: il Governo, infatti, dovrà giocoforza cercare di mediare tra le necessità della salute e quelle dei consumi. Non si prescinderà, quindi, dalle festività senza abbracci: la cena della vigilia riservata ai parenti più stretti, ossia ai soli conviventi e le stesse regole (o "forti raccomandazioni") anche per il pranzo di Natale, Santo Stefano, il Capodanno e la Befana. Manca da decidere il come: fino a ieri si pensava alla possibilità di utilizzare due decreti ministeriali per aperture e chiusure, ora si pensa a una modifica più corposa delle regole che comprenda:

  • l'inserimento del divieto di uscire dal proprio comune anche per i territori in zona gialla
  • la conferma del coprifuoco alle 22 fino a metà mese
  • l'allentamento della stretta dopo il 3 dicembre per negozi, centri commerciali e ristoranti
  • successivamente, un coprifuoco portato alle 23 o alla mezzanotte fino al 19 o al 23 dicembre

Veneto, Regione in bilico

Intanto però, come ha avvertito ieri l'Istituto superiore di sanità (Iss), ci sono tre regioni in bilico perché hanno un rischio moderato ma con una probabilità elevata di passare al rischio alto nel prossimo mese. Tra queste anche il Veneto, che resta comunque al momento in fascia gialla. Ieri sera anche il presidente del Veneto Luca Zaia è intervenuto in merito al mantenimento di fascia: «Non dobbiamo abbassare la guardia, - ha spiegato - il virus esiste e non è una fantasia. Dal punto di vista comportamentale dobbiamo guardare a questo giallo come fosse un rosso fuoco, perché non dobbiamo avere assolutamente cali di tensione: il Covid circola e gli ospedali sono sotto pressione».

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