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Sempre meno bambini in provincia di Venezia: nascite in calo del 20 per cento in 7 anni

I dati relativi al Veneto dal 2008 al 2015: peggio solo Rovigo e Belluno, ma la popolazione diminuisce in tutta la regione. Ragioni strutturali, ma anche legate al mondo del lavoro

Pochi bambini, come in tutto il Veneto e in generale in tutta la penisola. I dati statistici della regione raccontano un territorio in cui nascono sempre meno figli, e per la precisione il 20 per cento in meno rispetto a 7 anni fa: nel capoluogo sono nati nei primi dieci mesi dell'anno 1.600 bebè, ovvero il terzo peggior dato a livello regionale. Più in basso ci sono solo Rovigo (1.585 nati) e Belluno (1.403), mentre Padova, Vicenza, Verona e Treviso sono tutte sopra i 7mila. Ma nel raffronto con il 2008, anno in cui si registrò il boom delle nascite, la peggiore è la Marca, con un -22,4%.

Il tasso di fecondità, invece, indica 1,31 figli in media per ogni donna fertile. Nel 2008 era di 1,4, nel 2011 di 1,45. Meno figli anche per le famiglie straniere, che in Veneto nel 2014 hanno avuto in media 2,08 nuovi nati. In totale si sono registrati più decessi che nascite, con il risultato che la regione perde popolazione. Ad agosto 2016 nel territorio del comune di Venezia sono morte 293 persone, mentre ne sono nate 145.

Sul fronte del tasso di natalità, in Veneto si è passati dai 10,1 nati ogni mille abitanti del 2008 ai 7,9 del 2015; a Venezia il dato è sceso da 7,6 del 2002 a 6,6 del 2015. Le più "prolifiche" sono le mamme di Marcon, con 11,7 nati ogni mille residenti; seguono Pramaggiore (11,1), Fiesso d’Artico (10,6), Fossò (10,5). Venezia è solo al 34esimo posto in provincia, mentre chiudono la classifica San Michele, Cavarzere e Cona.

Il calo delle nascite, spiega il sito della Regione, è dovuto a fattori di vario genere: prima di tutto quello strutturale, dovuto alla chiusura "della vita riproduttiva delle donne nate nella fase di baby boom di metà degli anni Sessanta"; la scelta della riproduzione nelle generazioni successive è in mano a famiglie che vivono in una società completamente diversa rispetto al passato. Ma ci sono anche problemi legati al mercato del lavoro: "Il tasso di occupazione delle donne con figli è, per tutte le età fertili, sistematicamente più basso di quello delle donne senza figli, mettendo in evidenza quanto poco il mercato del lavoro contempli la conciliazione familiare".

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