Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Grandi navi, "sbarco" in tv: "Zone in cui potrebbero arrivare alle rive"

Paolo Costa dibatte con Gian Antonio Stella: "Nessun pericolo, le navi qui si arenano". Dallo studio tv: "In alcuni punti servono strutture ad hoc"

Paolo Costa intervistato su Raiuno

La querelle riguardante le grandi navi sbarca in tv. E diventa tema di dibattito a UnoMattina su Raiuno tra il presidente dell'autorita portuale Paolo Costa e il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, che in un articolo uscito nei giorni seguenti alla tragedia del porto di Genova aveva puntato il dito contro, a suo dire, la pericolosità dei passaggi nel canale della Giudecca delle imbarcazioni da crociera.

"Io mi sento tranquillo - ha risposto Costa - Le navi non possono muoversi se non hanno l'acqua sotto". Il punto di vista del presidente del porto, infatti, è che il fondale sabbioso del canale non permetterebbe ai "condomini galleggianti" di uscire dal binario "prestabilito". "Un binario di ottanta metri di larghezza che è obbligato - ha spiegato - le navi si fermerebbero a trenta metri da San Giorgio, 110 da San Marco e a 120 dalla Giudecca. In ogni caso se c'è un comune sentire di non permettere più questi passaggi facciamo entrare le grandi navi da dietro, da Malamocco. Ma serve tutelare questa economia che regge un indotto importante in Veneto. Del resto le navi commerciali vanno già a Marghera".

"Dalle carte nautiche - si ribatte dallo studio televisivo - esisterebbero punti intorno a riva degli Schiavoni e attorno a San Giorgio in cui i fondali sarebbero tali da permettere alle imbarcazioni di raggiungere la banchina. Bisogna quindi effettuare degli studi per strutture che permettano anche in queste zone di far arenare le navi". "Un discorso ozioso - ribatte Costa - perché abbiamo deciso tutti di fare arrivare le navi in un modo diverso. Al di fuori di quel binario invisibile di 80 metri comunque non possono andare".

Il giornalista Gian Antonio Stella, dal canto suo, ha sottolineato il possibile inquinamento visivo che le grandi navi causerebbero in laguna: "Un altro soprintendente l'avrebbe contrastato con forza - ha affermato - Ci sono navi come la Msc Divina di centinaia di metri. Questi natanti poi devono viaggiare a massimo sei nodi, ma la loro mole e la loro inerzia è enorme".

Il cambio di rotta (letterale e astratto) prospettato da Costa, secondo il presidente del porto porterà a medio termine benefici alla laguna: "Serve una ricostruzione ambientale dell'area - spiega - poi credo che nessuno potrà impedirci di chiedere due euro a passeggero delle navi da crociera. Tutti questi cambiamenti, come l'approdo delle imbarcazioni a Marghera - conclude - si possono ottenere con sei mesi di lavoro effettivo".

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