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Idrovia Litoranea Veneta, 3 milioni per potenziare e riqualificare la navigazione

Nel corso di una breve navigazione tra Caposile e la Conca di Intestadura, l'assessore De Berti ha fatto il punto sugli interventi effettuati negli ultimi anni lungo la storica via d'acqua

Ammonta a 3 milioni di euro l’ultimo investimento della Regione del Veneto per potenziare la navigabilità dell’idrovia “Litoranea Veneta”, implementando la storica via d’acqua, lunga 127 chilometri e che attraversa Veneto e Friuli Venezia Giulia e collega la laguna di Venezia alle foci dell’Isonzo, con quello che si può definire il “by pass” della Piave Vecchia, cioè il tratto di 7 chilometri che collega il fiume Piave al Taglio del Sile. 

Venerdì mattina, nel corso di una breve navigazione lungo il percorso tra Caposile e la Conca di Intestadura, l’assessore veneto alle infrastrutture e ai trasporti, Elisa De Berti, accompagnata dal vice presidente Gianluca Forcolin, ha fatto il punto sugli  interventi realizzati negli ultimi anni sulla “Litoranea Veneta”, ma ha soprattutto illustrato quelli che, attraverso il “braccio operativo” della società Sistemi Territoriali, la Regione è in procinto di concretizzare. Hanno partecipato anche i consiglieri regionali, amministratori locali, rappresentanti di enti, istituzioni e associazioni imprenditoriali del Veneto Orientale.

"L’iniziativa di oggi - ha detto De Berti - ha lo scopo di ‘toccare con mano’ e di valutare con i soggetti pubblici e privati di quest’area, le opportunità offerte dalle vie navigabili in un territorio di straordinaria ricchezza culturale e ambientale. Oltre al forte e consolidato richiamo internazionale di Venezia e delle località balneari Adriatiche, questi percorsi acquei interni rappresentano un ulteriore elemento di attrattiva turistica, sui quali possiamo e dobbiamo lavorare, in termini di valorizzazione infrastrutturale e di promozione. In altri Paesi europei le reti navigabili sono da tempo una risorsa economica e occupazionale importante e la Regione del Veneto vuole anch’essa rivalutare e proporre il proprio patrimonio idroviario, mettendo a frutto i finanziamenti che in quest’ambito sono disponibili".

In questi ultimi anni, infatti, la “Litoranea Veneta” è stata oggetto di interventi di ammodernamento e riqualificazione, costati circa 27 milioni di euro, compiuti dalla Regione utilizzando fondi statali e avvalendosi della società Sistemi Territoriali. Tra le opere più importanti, da segnalare la ricostruzione delle conche di Cortellazzo e del nuovo ponte Spano nel Comune di Jesolo, ma anche gli interventi di stabilizzazione delle sponde e la realizzazione di un sistema di controllo da remoto per la manovra delle conche del Cavallino, Cortellazzo, Revedoli e Bevazzana. "Nessun’altra Regione italiana ha investito tanto sulla navigazione interna - ha aggiunto l’assessore - e questa nostra attività è stata riconosciuta dalla Commissione Europea, che ha inserito le vie navigabili venete nelle TEN-T".

Durante la mattinata, Gian Michele Gambato, presidente della Sistemi Territoriale spa, ha presentato i progetti di fattibilità relativi al ripristino funzionale della conca di Intestadura, di cruciale importanza per lo sviluppo delle navigazione litoranea, e relativi a interventi nei territori dei Comuni di Quarto d’Altino, Eraclea, Jesolo, Musile di Piave, Caorle e San Michele al Tagliamento, per il dragaggio, il consolidamento di sponde dei canali, la manutenzione straordinaria e il potenziamento di briccole, gruppi di ormeggio, scivoli e pontili di legno, la realizzazione di strutture per l’approdo e l’imbarco di passeggeri.

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