Negazionisti a Rialto, le reazioni. Costalonga: «Protesta oscurata da irresponsabili»

La condanna dell'assessore che ha ricevuto una delegazione di rappresentanti delle attività produttive: «Alcuni infiltrati tra chi aveva intenzione di protestare rispettando la sicurezza»

Un momento della manifestazione a Rialto

Un gruppo di negazionisti, trenta quaranta persone, era fra i manifestanti di Rialto, martedì mattina. Si sarebbe cioè inserito tra coloro che avevano intenzione di protestare contro le restrizioni imposte per il Covid, tenendo le mascherine indossate. Striscioni, cartelli, cori e l'arrivo a Ca' Farsetti: vari i rappresentanti delle attività produttive in Municipio, per un presidio che comunque non sarebbero stato autorizzato preventivamente dalla polizia. Fra loro i negazionisti che dopo aver tolto la mascherina l'hanno fatta roteare in aria, in una maniera che ricordava le sciarpate agli stadi degli anni '80. «Non è gente che io abbia mai visto prima, nonostante partecipi a manifestazioni a Venezia da decenni», racconta Matteo Secchi di Venessia.com.

«In Comune sono stati ricevuti: un rappresentante delle Partite Iva, una barista, il titolare di un negozio di vetro e un artigiano - racconta l'assessore comunale alle Attività Produttive, Sebastiano Costalonga che, assieme all'assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto, ha incontrato questi operatori - Di certo - afferma Costalonga - questi non erano fra coloro che hanno messo in discussione la sicurezza, privandosi della mascherina. Anzi, erano avviliti per quanto accaduto, poiché queste trenta, quaranta persone irresponsabili hanno oscurato gli altri che erano qui con buone intenzioni. Volevamo - continua l'assessore - scendere noi sul portone ma ci hanno avvisato di non farlo visto che c'era gente senza mascherina. Sono sicuro che sul momento qualcuno ha perso la testa ed è andato dietro a questi negazionisti, ma poi si è anche pentito di averlo fatto, alcuni sono padri di famiglia e li conosco. Ma l'esasperazione è tanta. Abbiamo cercato di dare rassicurazioni».

L'assessore ha confermato il tavolo permanente a partire da mercoledì 4 novembre, con tutte le categorie economiche e le parti sociali al mattino, e quelle politiche nel pomeriggio, quando è previsto l'incontro con i capigruppo. «Il momento è duro per tutti - commenta il Partito Democratico veneziano - Per qualcuno più che per altri. Molte attività economiche sono in grande sofferenza e devono essere aiutate. Un conto però sono rivendicazioni e istanze lecite, come appunto le richieste di tutela per artigiani, commercianti, esercenti. Un altro conto sono le manifestazioni con tanto di rito negazionista: lancio delle mascherine e nessun distanziamento. Ognuno di noi in questa emergenza sanitaria ha una responsabilità precisa ed individuale: quella di rispettare le norme a tutela di se stesso e degli altri».

«I negazionisti del Covid che sventolano le mascherine in aria, come alcuni hanno fatto oggi a Venezia, non hanno niente a che fare con le preoccupazioni, a volte l’angoscia, di chi teme di perdere, con la salute, il lavoro, un reddito, l’autonomia della propria vita - scrive il consigliere Verde e Progressista Gianfranco Bettin - Quando non si tratta di gretta ignoranza, si tratta di pericolosi nemici della pubblica incolumità che vanno isolati e perseguiti e questo dovrebbe fare anche l’amministrazione comunale».

«Sono questi i comportamenti che fanno passare in secondo piano anche le molte legittime istanze di chi non sta lavorando e non riesce ad arrivare a fine mese o rischia la chiusura definitiva delle sue attività - dice Monica Sambo capogruppo del Pd - Gli atteggiamenti negazionisti vanno condannati per tutelare la salute pubblica, lo dobbiamo a chi purtroppo non ce l’ha fatta, a chi è malato e sta lottando contro questo maledetto virus, ma anche a tutti quei lavoratori (medici, infermieri e operatori sanitari) che da mesi lavorano incessantemente con enormi rischi. Non è negando l’evidenza medico-scientifica o disattendendo alle regole sanitarie che si risolveranno i problemi della città e del paese». «Questo succede - scrive infine il consigliere Marco Gasparinetti di Terra e Acqua - quando un Comune non informa e non comunica nemmeno il dato su positivi, ricoveri e terapie intensive in corso sul territorio comunale (o provinciale, visto che il nostro è anche sindaco della Città Metropolitana di Venezia)». Venerdì, tra altri, potrebbero andare in piazza le Imprese Unite di Treviso, a Venezia.

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