Le nuove regole: parchi chiusi, passeggiate e attività fisica solo vicino a casa

Il presidente della Regione ha firmato venerdì mattina l'ordinanza che impone restrizioni più rigorose per la popolazione. Più tardi è entrato in vigore un nuovo regolamento governativo

Controlli dei carabinieri in piazza San Marco

Quanto preannunciato nei giorni scorsi dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia è stato confermato oggi, durante il consueto aggiornamento dalla sede della protezione civile a Marghera: entrano in vigore, cioè, nuove restrizioni per limitare la diffusione del coronavirus, pensate soprattutto per mettere un freno agli spostamenti non necessari.

Parchi e giardini chiusi

La Regione ha approvato un'ordinanza che limita le passeggiate e l'attività motoria ad un raggio di 200 metri da casa, con l'obbligo di documentazione del luogo di residenza-dimora. Ma non solo: come era facile presagire, parchi, giardini pubblici e tutti i luoghi nei quali è facilitato l'assembramento di persone rimarranno chiusi. Saranno quindi consentiti solo gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ed emergenza e accessi agli esercizi commerciali aperti.

«Non stiamo giocando a Monopoli. - ha specificato Zaia - Quando arriveremo alla fine capiremo se ha avuto senso agire in questo modo. Mi spiace per i disagi che stiamo creando ai cittadini, ma anche loro devono sentirsi parte di questa battaglia. Dietro alle ordinanze che facciamo c'è un comitato scientifico, che valida propone e decide».

L'ordinanza governativa

Il provvedimento è stato seguito da una nuova ordinanza governativa a firma del ministro Speranza, varata più tardi nel corso della giornata. Ecco cosa prevede: è vietato l'accesso ai parchi, ville, aree da gioco e giardini pubblici; non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto, mentre resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione (la distanza precisa non è quantificata). Sono chiusi bar e ristoranti che si trovano all'interno delle stazioni ferroviarie, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelle situate in autostrada, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali. Restano aperti quelli negli ospedali e negli aeroporti. Nei giorni festivi e prefestivi, e in quelli che precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale. Tutte queste disposizioni valgono fino al 25 marzo.

Chiusure domenicali

L'ordinanza di Zaia impone che tutti i negozi di alimentari restino chiusi la domenica, fino al 3 aprile. Il nuovo provvedimento ministeriale, invece, non lo prevede: centri commerciali, supermercati e negozi che vendono alimentari rimangono aperti anche il sabato e la domenica, per evitare che la chiusura in alcuni giorni possa aumentare l'affollamento in quelli di apertura. Zaia, comunque, sabato mattina ha detto che rimangono valide tutte le norme previste dal documento regionale: i supermercati del Veneto, quindi, dovrebbero restare chiusi domenica. Il gruppo Alì ha inviato una nota specificando che domenica 22 marzo tutti i suoi punti vendita terranno chiuso.

Il punto sui ricoveri

Ad oggi sono 4031 le persone positive al coronavirus in Veneto, 12342 quelle in isolamento, 236 in terapia intensiva per un totale di 1.070 ricoveri. Sono questi i dati con cui ha aperto il punto stampa Zaia. «Abbiamo pazienti ricoverati in Infettive, semi intensiva e terapia intensiva che di fatto formano un grande ospedale hub. Lo dico perché c'è ancora chi non ha capito la gravità della situazione. - ha sottolineato il presidente del Veneto - Un quarto dei veneti ricoverati finisce intubato».

Zaia si è soffermato ancora una volta sulla difficoltà a reperire i presidi sanitari. Dalle mascherine ai respiratori, molti (quelli acquistati) fermi alla frontiera e dirottati. Altri impossibile da reperire: «Partecipiamo a trattative per mascherine fuori da ogni senso etico. Si parte da 1 euro, si arriva a 4 o 5 euro per mascherina». La verità è che non ci sono dispositivi in giro per il mondo: «Non riusciamo a comprare mascherine. - ha ribadito il governatore - Mi ha chiamato un grosso industriale del Veneto, che non posso citare, che sta pensando di produrne anche lui». A chi chiede l'efficacia dei dispositivi di protezione realizzati da Grafica Veneta, Zaia risponde senza mezzi termini: «Quelle di Grafica Veneta sono mascherine che hanno un filtraggio garantito, e non sono un presidio sanitario. Tra niente e queste, meglio queste».

Le critiche

C'è anche chi, come Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, ritiene il provvedimento in parte «pericoloso e irrazionale»: «Ridurre le aperture dei supermercati, chiuderli la domenica, per di più annunciandolo al venerdì pomeriggio, invece che controllarne il corretto e sicuro utilizzo (personale tutelato, clienti distanziati e scaglionati ecc.), è una di quelle misure irresponsabili che stanno aggravando la crisi da coronavirus. La nuova genialata provocherà code e intasamenti, quindi affollamenti, come sta già accadendo in queste ore, quindi rischi inutili per migliaia di persone. Esattamente come quando si diceva di “tenere tutto aperto” e che tutto era “sotto controllo”: i contagiati, gli ammalati e i morti di queste settimane, di questi giorni e di queste ore, sono prodotti anche da quell’irresponsabile atteggiamento. I prossimi li dovremo anche a provvedimenti irrazionali come quello di stamattina».

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