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Neonata abbandonata, appello alla mamma: "Torna, ha bisogno di te"

Le infermiere del reparto di Pediatria-Ostetricia: "Emozione enorme". Il parroco che l'ha trovata: "Chi l'ha lasciata voleva venisse trovata"

L'emozione di stringere a sé una neonata abbandonata non è cosa di tutti i giorni nemmeno per chi lavora nel reparto di Pediatria. Così la piccola Martina, la neonata lasciata davanti alla canonica della chiesa di Santa Maria di Sala, giovedì sera è diventata seduta stante la mascotte dell'ospedale di Mirano, dove è stata accudita e sottoposta a tutti gli accertamenti del caso. "Ci siamo presi cura di lei - dichiara una delle infermiere che erano in turno all'arrivo di Martina, Laura Colizza - E' la prima volta che mi capita, è stata un'emozione grandissima. Tutti quanti ora vorrebbero portarsela a casa. Auguro che la sua vita prosegua di qui sempre in meglio e che trovi una famiglia che le voglia tanto bene".

Dopodiché un appello alla donna che ha partorito la piccola e ha deciso di abbandonarla subito dopo, ancora con il cordone ombelicale attaccato: "Anche se la piccola sta bene ha bisogno della sua mamma - continua l'infermiera - speriamo che si faccia viva. Noi possiamo prenderci cura di lei, ma come la propria mamma non c'è nulla". L'intero reparto vive in un'atmosfera diversa dal solito: "Ho provato anche un po' di dispiacere per il possibile destino della bimba - racconta un'altra infermiera - l'abbiamo accolta tutti con il sorriso. Oggi ci sentiamo tutte un po' più mamme. Anche perché gli altri bambini che si trovano qui ce l'hanno, lei no".

Naturalmente a finire nel mirino della cronaca in mamiera involontaria è anche don Paolo Cecchetto, il parroco di Santa Maria di Sala. E' stato lui giovedì sera a trovare quel fagottino all'interno di un sacchetto della spesa. "Pensavo fosse l'offerta di qualche parrocchiano per i più poveri - ricorda - poi mentre stavo aprendo la porta della canonica ho scorto una testolina. Poi un vagito. Allora ho capito. La testolina si muoveva. Ho chiamato subito il 118, perché ho pensato che ogni minuto perso avrebbe potuto essere determinante".

Con ogni probabilità il fagottino era stato lasciato poco prima, visto che per tutto il pomeriggio la parrocchia ospita i ragazzi del Grest. Difficile che la mamma abbia rischiato di muoversi mentre a pochi metri c'era tanta gente. "Finché non è arrivato il 118 ho chiamato le suore - continua don Paolo - la bambina si muoveva e sembrava stare bene. Penso che chi ha agito così abbia sperato perlomeno che la bambina venisse trovata. Non mi permetto di giudicare i genitori, se hanno agito così sicuramente non avevano possibilità di agire diversamente. Hanno fatto in modo che la bambina potesse continuare a vivere".

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