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Neonato trovato morto tra i rifiuti, Musile sotto shock: "La notizia ci lascia sconvolti"

Il sindaco del paese, Silvia Susanna: "Comportamento che deve fare riflettere forse legato a disagi sociali che non conosciamo". In passato due episodi simili a Santa Maria di Sala

Non il primo caso del genere nel nostro territorio, non la prima volta che l'ondata di emozione è enorme e travalica i confini del Veneziano. Con sullo sfondo sempre la stessa domanda: com'è possibile che una madre possa decidere di liberarsi del proprio neonato come fosse un semplice rifiuto? Interrogativi cui cercheranno di rispondere le indagini dei carabinieri, dopo che sabato pomeriggio da una ditta di Musile specializzata nel trattamento degli scarti della differenziata del vetro è stato trovato il cadavere in decomposizione di un neonato con ancora parte del cordone ombelicale. Il corpicino potrebbe giungere da diverse province e le indagini sono ancora all'inizio. 

"Notizia che ci ha sconvolti"

Il paese del Veneto orientale è sotto shock per la notizia: "E' una notizia che ci lascia sconvolti - commenta il sindaco Silvia Susanna - e al momento non si conoscono le motivazioni che hanno portato ad un simile comportamento, che comunque deve far riflettere, soprattutto se legato ad eventuali disagi sociali di cui ancora non siamo a conoscenza. Le indagini in corso da parte delle forze dell'ordine aiuteranno comunque a far luce sulla vicenda. Da quanto si apprende - conclude la prima cittadina - il piccolo corpicino non sarebbe proveniente da Musile e nemmeno dal Sandonatese, in quanto l'azienda in questione tratta rifiuti che arrivano da diverse zone d'Italia".

Gli altri episodi simili

Anch nel giugno del 2016 ci si trovò di fronte a una vicenda simile, per fortuna con esiti non tragici. Un neonato venne abbandonato dietro a un cassonetto, sempre avvolto in un sacchetto di plastica. A trovarlo fu un'insegnante che se lo portò a casa e nello stesso tempo allertò i sanitari del 118. Una vicenda che ha fatto il paio, sempre a Santa Maria di Sala, con il ritrovamento della piccola Martina, partorita e poi lasciata in un fagotto davanti alla chiesa del paese. Ora ha trovato una famiglia in grado di accudirla e di volerle bene.

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