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"Manca ossigeno", neonata muore dopo un giorno: aperta inchiesta

La figlia di una coppia di bengalesi era venuta alla luce il 27 maggio scorso all'Angelo di Mestre. Poi il trasferimento d'urgenza a Treviso

Viene alla luce nella tarda serata del 27 maggio. Ma una neonata di una coppia di cittadini di origini bengalesi perde la vita il giorno seguente. A nemmeno 24 ore di distanza. A causa di gravi problemi di ossigenazione.

I genitori della piccola, disperati, ora però vogliono vederci chiaro sulla tragedia che segnerà il resto dei loro giorni. Per questo motivo si sono rivolti allo studio specializzato in richieste di risarcimento 3A, i cui professionisti hanno depositato un esposto alla Procura di Venezia. A seguito della segnalazione, il pubblico ministero di turno ha avviato un'indagine. Disponendo l'autopsia sul corpicino della piccola, che verrà eseguita mercoledì.

Secondo il racconto dei genitori, la bambina (T.R.) sarebbe venuta alla luce dopo dodici ore di travaglio "doloroso e forzato". Le sue condizioni si sarebbero fin dall'inizio rivelate difficili, con l’urgenza di essere subito ossigenata. L’ospedale dell’Angelo di Mestre, però, in quel momento non avrebbe avuto a disposizione l'apparecchiatura adatta, disponendo quindi un trasferimento d'urgenza all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Ora spetterà al pubblico ministero, sulla base soprattutto dell'esame autoptico, decidere se continuare con gli accertamenti o archiviare il procedimento.

LA REPLICA DELL'ULSS - "Un esito infausto, nonostante la piena sinergia tra gli ospedali - dichiara l'azienda sanitaria veneziana - In attesa che l'autopsia confermi che la morte della neonata è dovuta a cause naturali, la direzione dell'ospedale precisa che l'operato dei medici risponde al consueto protocollo e alle consuete sinergie tra ospedali veneti. Di fronte a una gravissima asfissia del neonato, il trasferimento a Treviso è prassi consueta - continua l'Ulss 12 - per consentire la “terapia ipotermica”, di cui l'ospedale trevigiano è centro di riferimento per le strumentazione e per le assodate e sperimentate competenze cliniche. Allo stesso modo, di fronte ad altre patologie, altri ospedali del Veneto ricevono e trattano casi: nessuna carenza di tecnologie a Mestre, ma semmai la disponibilità piena della miglior tecnologia, al servizio dei nascituri: disponibilità e tecnologia che non escludono un possibile esito infausto, come nel caso in oggetto, nonostante la piena collaborazione tra ospedali".

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