Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Scandalo Mose, Falconi non è più il presidente dell'Ente Gondola

La sua destituzione è stata decisa dal sindaco dimissionario Giorgio Orsoni. Il nome della nuova guida dell'istituzione entro fine giugno

Tra gli ultimi provvedimenti del sindaco dimissionario Giorgio Orsoni c'è anche la destituzione dalla carica di presidente dell'istituzione Gondola di Nicola Falconi, uno degli uomini immortalati dalla guardia di finanza di Venezia mentre passa una bustarella in una pizzeria di Marghera (GUARDA IL VIDEO). Come riporta il Gazzettino, il primo cittadino si sarebbe riservato di nominare un altro presidente prima della fine di giugno. In questo momento di limbo, dunque, l'istituzione sarà retta dal consigliere più anziano, ossia Alessandra Vio, che venne nominata proprio tra le quote spettanti al Comune.

SCANDALO MOSE, TUTTI I DETTAGLI

Falconi, che si trova ancora ai domiciliari dopo il suo arresto avvenuto il 4 giugno, era finito in manette nell'ambito dello scandalo Mose. Sorpreso dalle telecamere delle fiamme gialle mentre, il 27 aprile 2011, in un locale della città Giardino, passava a Savioli una busta con dei soldi. Secondo la ricoostruzione della Procura, ciò sarebbe stato il frutto di fondi neri derivanti dal Consorzio Venezia Nuova. A nominare Falconi, che lavorava per il Cvn, a capo dell'istituzione Gondola fu lo stesso sindaco Giorgio Orsoni, visto che la carica dipende direttamente da Ca' Farsetti. Entrambi sostennero l'interrogatorio di garanzia nello stesso giorno nell'aula bunker di Mestre. Dopo che per loro erano stati disposti i domiciliari.

L'esito in Appello del processo Mose

La Corte d'Appello, in data 12 luglio 2019, rivedendo parzialmente la sentenza di primo grado, ha dichiarato «non doversi procedere nei confronti di Nicola Falconi in ordine ai reati di cui ai capi 1 e 7, perché estinti per prescrizione»; inoltre, ha revocato la condanna al risarcimento dei danni e alle provvisionali riferite ai capi 12 e 13, mentre ha confermato ma ridotto le provvisionali riferite al capo 1 a favore delle parti civili, portandole a: 50 mila euro ciascuna a presidenza del Consiglio dei ministri, ministero delle Infrastrutture e Comune di Venezia; 25 mila euro alla Regione Veneto; 15 mila euro alla Città metropolitana di Venezia e 10 mila euro al Consorzio Venezia nuova.

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