"Refugees are welcome": no global chiudono consolato Ungherese

L'azione nella mattinata di sabato. Una trentina di ragazzi a volto coperto sono giunti fino alla sede di S. Croce e hanno bloccato l'accesso con il filo spinato

Foto twitter Globalproject.info

Un'azione volta a bloccare il consolato Ungherese per soliderietà verso i migranti fermi a Budapest e come forma di protesta contro le azioni decise dal governo. I No global nella mattinata di sabato si sono diretti a Venezia e, al grido di "refugees are welcome", hanno bloccato il consolato di Santa Croce.

Con fumogeni, filo spinato e striscioni, una trentina di ragazzi con il volto coperto dall'ormai classico passamontagna arcobaleno, hanno letteralmente bloccato l'accesso al consolato come forma di protesta contro le azioni intraprese dal governo ungherese. "A Venezia è stato bloccato e sanzionato l'accesso al consolato di Ungheria in solidarietà alle migliaia di migranti che per giorni sono stati bloccati al confine ungherese e in stazione a Budapest in condizioni inumane - hanno spiegato i no global -. La nostra Europa non costruisce muri e frontiere di filo spinato, è un'Europa aperta e antirazzista che accoglie chi scappa da guerre, terrorismo e povertà!".

I manifestati hanno quindi metaforicamente chiuso la sede del consolato con il filo spinato imbrattando anche l'entrata. "Welcome refugees" è il loro grido, scritto anche nello striscione che apriva la manifestazione e sotto il quale si sono riuniti tutti i centri sociali del nordest. Sempre nella giornata di oggi inoltre, altri tre ragazzi veneziani si sono diretti a Budapest per solidarizzare con i tremila profughi fermi alla stazione dei treni e per cercare di auitare i migranti che vogliono dirigersi verso l'Austria.

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