Fogli di via e perquisizioni: un pullman di no global veneziani in questura a Roma

Sabato pomeriggio una cinquantina di attivisti del Rivolta e Morion portati a Tor Cervara. In mattinata no global controllati in centro. I carabinieri: "Avevano fumogeni e scaldacollo"

Un autobus intero di attivisti del Rivolta e del Morion portato in questura e sottoposto ad accertamenti a Roma. Come sempre accade in questi casi le versioni sono diametralmente opposte. E inconciliabili. Fatto sta che ben prima dell'inizio della manifestazione contro il 60esimo anniversario della firma dei trattati istitutivi dell'Unione Europea di sabato a Roma, la temperatura si è alzata tra manifestanti e forze dell'ordine. 

Già venerdì erano scattati fogli di via obbligatori della durata di un anno per 7 attivisti dei centri sociali del Nordest trovati in auto con "capi di vestiario atti ad occultare l’identità ed impedire l’identificazione". Questo recita una nota dei carabinieri capitolini che, in virtù dei precedenti sepecifici dei 7, hanno chiesto per tutti il foglio di via dalla Capitale. Stesso destino sabato mattina anche per altri attivisti veneziani controllati sempre dai militari dell'Arma in via Conte Verde a Roma. Si trovavano in auto con altri no global. Secondo i carabinieri sono stati trovati "in possesso di due fumogeni, giubbini e scaldacollo". 

Entrambe le versioni sono attaccate dai manifestanti presenti in questura a Roma: "Venerdì alcuni attivisti del Rivolta sono stati trovati in possesso di non più di alcune felpe e guanti da lavoro", dichiara Jacopo Povelato, uno dei rappresentanti della galassia no global di Marghera. Il giovane parla dalla questura di Tor Cervara a Roma. Alcuni pullman di manifestanti sono stati bloccati al casello di Roma nord e controllati. Dopodiché le perquisizioni sono continuate in questura: "Siamo qui da 3 ore - spiega Povelato alle 16 di sabato - siamo isolati. Eravamo un pullman di 50 persone proveniente da Venezia e Marghera. Hanno trovato niente più che delle comunissime felpe con cappuccio che qualsiasi giovane indossa. Sulla base di questo ci hanno portato in questura. Dicono che potevano servirci per nascondere i volti, ma è un'accusa strumentale. Siamo noi, un pullman proveniente da Vicenza (i No Dal Molin) e uno dalla Val di Susa". 

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Niente manifestazione per i 150 controllati. Anzi, la manifestazione l'hanno organizzata direttamente in questura. Tredici di loro, sulla base dei precedenti specifici, sono stati raggiunti da foglio di via obbligatorio di 1 anno. Dovranno stare lontani dalla Capitale. Gli altri, invece, sono stati informati di essere "liberi". Ma nessuno si è mosso: "O tutti, o nessuno", hanno spiegato gli aderenti ai centri sociali. Chiedendo la "liberazione" anche dei 13 raggiunti dal foglio di via. La situazione di impasse è continuata per parte del pomeriggio.
 

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