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Grandi Navi, a fine settembre i movimenti europei per il 'No' si incontrano a Venezia

I gruppi internazionali di opposizione giungeranno a sostenere la lotta contro il transito dei condomini del mare. Critiche all'inezia delle istituzioni e alle condanne contro i manifestanti

Aspetteranno giusto la fine del grande caldo estivo, ma poi tutto è deciso, come riportano i quotidiani locali: i movimeni europei contro il passaggio delle grandi navi in laguna saranno a Venezia il 23 e 24 settembre a ribadire il loro "No".

Una mobilitazione internazionale proprio durante l'incontro dei movimenti che a livello internazionale sostengono la lotta contro il transito dei 'giganti' nel cuore della città. Un po' come per la Valsusa, la solidarietà attraversa i confini nazionali e coagula cittadini che condividono idee e valori.

Per i 'No Nav' a Venezia non potrebbe esserci momento migliore. La stagione, sostengono, è giunta ad un punto di svolta. Perché mai come quando lo hanno potuto fare, cioè in occasione del referendum, i cittadini hanno espresso chiaramente la propria avversione per la 'devastazione', la definiscono, causata da questo stato di cose.

E ancor di più contro l'inezia di istituzioni che a tutti i livelli sembrano giocare al rimpallo di responsabilità e ancora rimangono a discutere su progetti di scavo e di allargamento dei canali, già bocciati dalla valutazione di impatto ambientale. I 'No Nav' non risparmiano neppure la magistratura, rea, a loro dire, di aver condannato, e forse non a caso subito dopo il referendum, i manifestanti che si tuffarono nel canale della Giudecca qualche anno fa per protesta. Con la successiva richiesta di risarcimento per migliaia di euro ciascuno, per un totale di quasi 200 mila euro di multe pagate allo Stato dal comitato veneziano.

Senza contare, spiegano i referenti del movimento lagunare, che i 'No Nav' si sono schierati a tutela dell'ambiente probabilemnte più di quanto non abbiano saputo o voluto fare le istituzioni stesse, dopo che la bocciatura della proposta di scavo del canale Contorta ha comportato la deroga rilasciata dalla Capitaneria di porto al passaggio delle grandi stazze davanti a San Marco. Ma forse, spiegano dal comitato, dovranno passare anni prima che la procura se ne accorga, com'è accaduto per il Mose. Non resta, concludono, che mettere insieme le migliaia di firme e schede raccolte, 18 mila al referendum, contro le grandi navi in laguna, e portarle in tutte le sedi che contano per il futuro della città.


 

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