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Identificati i 30 "tuffatori" del No grandi navi, scattano le denunce

Nel mirino delle autorità anche le cinque teste calde che lo stesso giorno hanno preso d'assalto l'area crocieristica al terminal del Marco Polo

Si erano tuffati nel canale della Giudecca, formando una catena umana e riuscendo così ad impedire il passaggio delle navi da crociera per circa un'ora, proprio il 21 settembre, quello che secondo alcuni (ma non nei numeri di Vtp) doveva essere un giorno di massima affluenza. La trentina di manifestanti del comitato No grandi navi che hanno inscenato questa singolare forma di protesta erano riusciti così a finire nella cronaca nazionale, calamitando l'attenzione del paese sul tema dei giganti in laguna, ma dopo la “gloria” arrivano anche i guai: con l'identificazione dei manifestanti, infatti, sono arrivate anche le denunce.

TUTTI IN CANALE: LA DIRETTA DEL 21 SETTEMBRE

DUEMILA EURO DI MULTE PER CHI SI È TUFFATO?

TUFFO PROIBITO – I 33 manifestanti, tra cui anche Tommaso Cacciari, da sempre uno dei leader del comitato, sono accusati, come riporta il Corriere del Veneto, di non aver ottemperato alle prescrizioni del questore Vincenzo Roca, che aveva autorizzato il corteo, a patto ovviamente che si restasse in fondamenta, non certo in acqua. Per la Digos questa è violazione dell’articolo 18 del testo unico di pubblica sicurezza, un reato punibile con un’ammenda da 206 a 413 euro e fino a un anno di carcere. Ora spetta al pm decidere se iscrivere i nomi nel registro degli indagati, ma a questo l'unico dubbio, come riportano i quotidiani locali, è quello della corretta identificazione. Non essendo stati bloccati i vaporetti, però, nessun accusa di interruzione di pubblico servizio.

IL VIDEO: L'ONDA DELLA POLIZIA SUI MANIFESTANTI

IL VIDEO: CAOS ALL'AEROPORTO MARCO POLO

ASSALTO AL TERMINAL – Diversa invece la situazione dei cinque attivisti che, nella stessa giornata, prima della protesta in canale, avevano preso di mira la welcome area delle compagnie da crociera all’aeroporto Marco Polo di Tessera. Il gruppetto di no global aveva assaltato l'area, facendo sgomberare i dipendenti delle compagnie marittime, mettendo a soqquadro il mobilio, piazzando striscioni e sporcando con lo spray le vetrate. In questo caso l'accusa è di manifestazione non autorizzata e danneggiamento ed è difficile immaginare che qualcuno si schieri dalla parte di questi cinque “teste calde” il cui gesto era stato già condannato da tutte le parti il giorno stesso della manifestazione.

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