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Cronaca Canal Grande

Una raccolta firme per dire "no" al museo islamico sul Canal Grande

Il gruppo "Prima il Veneto", tenendo letteralmente fede al suo nome, chiede che Letta e Orsoni si dedichino prima ad altre priorità per Venezia

Continua la battaglia di “Prima il Veneto”, gruppo leghista il cui massimo rappresentante è stato il governatore Luca Zaia, per contrastare l'ipotesi di un museo della cultura islamica a Venezia, possibilità ventilata lunedì dal premier Enrico Letta nel corso della sua visita a Doha, in Qatar. Dopo la sfuriata del consigliere comunale Alessandro Vianello, martedì è stato deciso di dare vita ad una raccolta firme per dire “no” al progetto.

MUSEO ISLAMICO A VENEZIA, ORSONI  E LETTA FAVOREVOLI

LA PROPOSTA - Il presidente del Consiglio, dalla sua conferenza stampa nella capitale mediorientale, aveva parlato della possibilità di destinare uno dei palazzi che si affacciano sul Canal Grande ad un nuovo museo della cultura islamica, anche come simbolo di tolleranza e pace nei confronti dei nostri “vicini” mediorentali. L'ipotesi, subito appoggiata dal sindaco lagunare Giorgio Orsoni, che ha detto di aver discusso l'eventualità con Letta già in precedenza, sarebbe comunque in fase embrionale e lo stesso premier ha messo le mani avanti sottolineando come prima di passare dalle parole ai fatti servano ancora “valutazioni approfondite”.

“A CASA SUA” - Eppure, nonostante si tratti ancora di mere congetture, l'idea di un'esposizione fissa dedicata all'universo musulmano non è affatto piaciuta a una parte della popolazione della laguna, che ha fatto sentire immediatamente la propria voce. Il consigliere Alessandro Vianello è stato il primo a prendere la parola contro il progetto, sostenendo che la città debba invece “promuovere la propria storia e cultura prima di pensare a quella degli altri”. Secondo l'esponente di “Prima il Veneto” Venezia avrebbe “ben altre priorità” e se proprio Enrico Letta desidera un museo islamico in Italia “lo faccia a casa sua”. Le parole di Vianello, quasi testuali, sono le stesse con cui anche tanti veneziani si sono scagliati contro l'ipotesi del premier, utilizzando internet e i vari social network della rete per esprimere tutto il proprio dissenso. Ora questi cittadini dal dente avvelenato avranno modo di far sentire la loro voce in maniera più “canonica”, grazie alla raccolta firme indetta proprio da “Prima il Veneto”, che nei prossimi giorni aspetterà i cittadini che saranno intenzionati a siglare la petizione tanto nelle sedi ufficiali del gruppo quanto in appositi gazebo per le vie di centro storico e terraferma. Alla fine i fogli con le firme saranno consegnati direttamente al sindaco Orsoni.

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