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Rischia lo stop il restauro del Fontego, sei milioni "a rischio" per il Comune

Probabile no del Comitato del ministero dei Beni culturali, preludio al blocco del recupero nelle forme concepite dall'archistar Koolhaas. Benetton potrebbe volere indietro i soldi andati al Comune

Il restauro del Fontego non s'ha da fare. Almeno secondo il Comitato tecnico-scientifico per i Beni architettonici e paesaggistici del ministero dei Beni culturali presieduto dall'architetto Giovanni Carbonara. Anche se quest'ultimo è solo un parere consultivo, e non ancora espresso apertamente peraltro, quindi con possibili colpi di scena dell'ultimo minuto, come riporta La Nuova Venezia potrebbe in realtà costituire la pietra tombale per il progetto concepito dall'archistar olandese Rem Koolhaas, che l'ha redatto per conto del gruppo Benetton, il quale a sua volta controlla Edizioni Property, titolare dell'iniziativa.

 

Lì, nell'ex palazzo delle Poste acquistato per 53 milioni di euro, dovrebbe sorgere un centro commerciale. Ma all'organismo del ministero, che tra qualche giorno potrebbe ufficializzare il parere negativo sull'operazione, non sono evidentemente piaciuti l'inserimento di due scale mobili nell'atrio (con demolizione di alcune parti murarie originali), la terrazza apribile sul tetto con vista su Rialto e il ponte galleggiante sul Canal Grande. Ciò che il Comitato rileva è anche la mancanza di un'analisi storica del palazzo cinquecentesco nella relazione, considerata basilare per salvaguardarne il valore artistico. Questo no si aggiunge ai rilievi già sollevati dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Venezia e dalla Direzione regionale dei Beni culturali. Che ora potrebbero recepire il parere consultivo del Comitato e bloccare il progetto.

Tutto ciò rischia di abbattersi come uno tsunami anche su Ca' Farsetti, che stava aspettando il parere dei Beni Culturali (in arrivo tra qualche giorno) per portare in Consiglio l'approvazione della convenzione sul Fontego firmata con il Gruppo Benetton.

All'interno del documento si legge che "tutti gli impegni assunti da Edizione si intendono risolutivamente condizionati alla circostanza che, per qualsiasi motivo indipendente dalla volontà di Edizione, non sia possibile conseguire l'obiettivo della riqualificazione e rifunzionalizzazione del Fondaco nei termini indicati nelle premesse, in sostanziale conformità al progetto elaborato dall'architetto Rem Koolhaas, entro il termine massimo di 48 mesi dalla sottoscrizione di questa convenzione, o comunque che non sia stato possibile ottenere tutti i provvedimenti amministrativi necessari entro 12 mesi dalla data di sottoscrizione di questa convenzione. Al verificarsi di una delle due ipotesi Edizione avrà diritto di ottenere, a sua semplice richiesta scritta, la restituzione dell' intero importo del contributo previsto a titolo di beneficio pubblico da parte del Comune di Venezia, oltre agli interessi al tasso legale". Ora i sei milioni di euro già messi a bilancio dal Comune rischiano quindi di svanire nel nulla.

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