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"Continuavamo ad urlare dalla gondola, ma il vaporetto ci è venuto addosso"

Così Gundula Vogel, la vedova del turista tedesco morto a Venezia nell'incidente, ha raccontato quanto accaduto. A riferirlo è il prof. Lorenzo Picotti, avvocato e amico della famiglia tedesca

"E' stato allucinante: dalla gondola continuavamo a urlare, ma il vaporetto ci è venuto addosso ed è ripartito senza rendersi assolutamente conto di quello che era successo". Gundula Vogel, la vedova del criminologo tedesco di 50 anni morto a Venezia sabato nell'incidente tra una gondola e un vaporetto, ancora non si capacita di quanto accaduto. E non è pronta a liquidare la tragedia, avvenuta davanti agli occhi dei tre figli, uno dei quali è rimasto ferito, come una semplice fatalità.

"Non riesco a capire - si sfoga parlando con il professor Lorenzo Picotti, amico e collega veronese del marito Joachim, che la sta aiutando nella gestione degli aspetti legali della vicenda - come si possano fare manovre simili senza un marinaio a poppa, una telecamera o un sistema di specchi che consenta di vedere cosa accade alle spalle di un vaporetto". La signora Vogel, Andrea per gli amici, punta il dito anche sull'intasamento della laguna davanti al Ponte di Rialto, sullo sfiorarsi tra le onde di centinaia di Davide e Golia del mare, minuscole imbarcazioni a remi e grandi vaporetti a motore. ''C'è troppa promiscuità in uno spazio ristrettissimo - accusa - tra veicoli lenti e mezzi di grandi dimensioni''.

Nessun commento, invece, alla notizia, giratale per mail dal legale, che il gondoliere 25enne che aveva preso a bordo l'intera famigliola è risultato positivo al test degli stupefacenti. Mentre sembra tramontare di ora in ora l'ipotesi che qualche familiare di Vogel arrivi a Venezia per vedere la salma dell'uomo - sottoposta, per desiderio dei figli, ad un trattamento conservativo effettuato da un anatomopatologo fatto giungere da Roma e pagato da una cooperativa di gondolieri - si stanno ultimando le procedure per il rientro del feretro, che avverrà lunedì. I funerali sono previsti venerdì alle 13 a Tubinga e sarà lì che l'intera famiglia darà l'ultimo sguardo all'uomo, prima della sepoltura.

''Fa parte della mentalità tedesca di affrontare le cose - spiega il prof. Picotti - aiuta il distacco''. Se l'amico-legale non è certo di partecipare alle esequie a causa di impegni precedenti, Nicola Falconi, presidente dell'Ente gondola, conferma che ci sarà. Con lui una ventina di gondolieri che pagheranno di tasca propria il viaggio pur di testimoniare la loro vicinanza alla famiglia.
(ANSA)

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