Non è ancora nata ma sulla Città metropolitana già litigano tutti

La Regione ricorre contro la sua istituzione. Zaia: "Un carrozzone". Il sindaco Orsoni risponde per le rime. L'ex pg Fortuna: "Non è in pericolo"

Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia

Continua a tenere banco la polemica sulla futura nascita della città metropolitana. Dopo l'annuncio della Regione sulla decisione di impugnare la legge che ne ufficializza la sua composizione ("questo è solo un nuovo carrozzone inutile", aveva dichiarato il titolare di palazzo Balbi Luca Zaia) e la risposta per le rime del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, entra in campo anche l'ex procuratore generale lagunare Ennio Fortuna, oggi consigliere comunale e membro della commissione per la Città metropolitana. "La nuova entità territoriale non è a rischio - ha affermato lapidario - perché la città metropolitana è prevista direttamente dal testo costituzionale. Ne deriva che la Corte costituzionale non può sopprimerla".

Il ricorso della Regione interesserebbe infatti aspetti non essenziali della norma, che comunque vengono definiti in alcuni casi critici dal consigliere comunale, "come si è avuto modo di chiarire in sede di commissione per la città metropolitana funzionante nel comune di Venezia già da due anni. In particolare l'aspetto più controverso - aggiunge Fortuna - riguarda la figura del sindaco del capoluogo indicato dalla legge come sindaco metropolitano, anche se è eletto dai soli cittadini veneziani".

Il presidente del Veneto Luca Zaia intanto non arretra di un millimetro: "Non accetto che i cittadini siano trattati come servi della gleba - ha ribadito - La nostra è una decisione per tutelare i cittadini veneti contro la costituzione di questo nuovo carrozzone".

Il titolare di palazzo Balbi ritiene "scandaloso che si chiuda la Provincia di Venezia e poi in maniera completamente sovrapponibile, si dia vita per legge, alla Città metropolitana di Venezia che corrisponde esattamente al territorio della Provincia, introducendo una grande novità: ovvero una nuova forma di Governo non più eletta direttamente dai cittadini".

Il sindaco di Mira Alvise Maniero, per niente soddisfatto in questi giorni per come si sta organizzando il nuovo Ente, ha inviato una lettera al presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e a tutti gli altri primi cittadini della provincia. Nella missiva scrive di esigere "un confronto ampio e partecipato da farsi in tempi rapidi". Nella lettera il sindaco di Mira esprime anche scarso entusiasmo per la ventilata istituzione di una Commissione preparatoria con un numero molto limitato di membri, nella convinzione che solo la più ampia partecipazione sia garanzia di uno statuto espressione delle esigenze più autentiche del territorio. "La nostra amministrazione – conclude Maniero – ha detto fin da subito che è contraria a un nuovo Ente con regole e compiti stabiliti a priori e calati dall’alto, ma faremo con il massimo impegno la nostra parte per fare della Città metropolitana un’opportunità vera di sviluppo e di crescita del nostro territorio, che sappia attuare un efficace superamento degli sterili campanilismi. Ben vengano, in questa ottica, anche i contributi di tutte le altre forze politiche".

LA REPLICA DEL PD LAGUNARE - “Il presidente Zaia – commentano il segretario del Partito Democratico di Venezia Marco Stradiotto e la referente Pd del progetto “Città Metropolitana”, Silvia Conte – quando fu interpellato dal ministro Del Rio, in occasione del primo disegno di legge in materia, non fece nessuna proposta, anzi ribadì quella che era la sua inclinazione naturale: fermare il cambiamento e mantenere tutto così com'è oggi, in primo luogo confermando l’esistenza delle sette province. Definire oggi un carrozzone – aggiungono – la Città Metropolitana, dunque, è più che naturale: la sua voglia di mantenere le Province, nasconde la volontà di non contribuire alla nascita di un soggetto più forte che, magari, finalmente riuscirebbe a fare tutto quello che la Regione, oggi, non ha ancora fatto, ovvero dare risposta ai bisogni di cittadini e imprese nel dotare le nostre comunità di un disegno strategico di sviluppo sostenibile. La città Metropolitana potrà dare, finalmente risposte, in materia di trasporto pubblico e di mobilità, di attivazione di Fondi Europei, di gestione in modo associato di servizi fondamentali offrendo risposte adeguate nel sociale e concreti strumenti allo sviluppo delle imprese. La Città Metropolitana di Venezia può essere il volano dal quale anche altri territori possano, progressivamente, avviare un analogo percorso virtuoso: un acceleratore d’innovazione e di crescita di cui tutto il Veneto può giovarsi".

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