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Non le azzerano vecchio contatore Una bolletta del gas da capogiro

Una signora di Trivignano si è vista recapitare un "conto" di 7mila euro. I consumi di due anni sono stati sommati anche al vecchio apparecchio

Una bolletta di conguaglio da quasi 7.000 euro causata dal mancato azzeramento del contatore del gas, cambiato due anni prima e mai registrato. Con la conseguenza che i consumi del periodo 2011-2013 le sono stati sommati a quelli registrati dal vecchio apparecchio. Ed ecco la fattura da capogiro. È accaduto a Marina Favaron, di Trivignano, che si è rivolta ad Adico, associazione a difesa dei consumatori, per contestare la bolletta.

La vicenda inizia il 2 dicembre 2009, quando viene cambiato il contatore del gas allora assegnato al padre della signora. Il 26 dicembre 2011 la donna effettua la voltura a suo nome e da allora paga regolarmente le bollette. Questo fino ad agosto 2013, quando la ditta del gas le invia una fattura da 6.771,42 euro relativa al periodo marzo-luglio 2013 e contenente un conguaglio da dicembre 2011 a marzo 2013, quindi da quando la veneziana aveva iniziato il suo rapporto con il fornitore. Nella somma viene anche conteggiato da parte di Eni un rimborso "per eccedenza di pagamenti" diretto al padre in data 08 novembre 2012, senza alcuna ulteriore spiegazione. E che all'origine del caos ci sia il mancato azzeramento del nuovo contatore è stato confermato successivamente alla signora Favaron anche dai tecnici che si sono ripresentati a casa sua per la sostituzione nel 2010 e 2011, oltre che dal fatto che sono state respinte tutte le autoletture inviate e quelle accertate dal personale rilevatore in quanto non compatibili con i dati in possesso dalla ditta. La signora chiede di pagare naturalmente solo quanto consumato.

A ottobre l'azienda fornitrice del gas risponde scaricando la responsabilità sulla cliente, che avrebbe comunicato una errata lettura del contatore nel momento del subentro nell'utenza, ma a novembre il Garante mette nero su bianco, rispondendo alla richiesta di chiarimenti di Adico, che all'origine della cifra a tre zeri in bolletta c'è stato il mancato aggiornamento nei terminali, dal momento che le fatture continuano a essere emesse sulla base dei valori del vecchio contatore.

"Ancora una volta la burocrazia batte il buon senso, ma speriamo che anche grazie al nostro intervento la vicenda si risolva: all'inizio di questo mese infatti ci è stato risposto che la vicenda sarà risolta entro febbraio 2014, ma dato che non è la prima volta che lo dicono e che a queste rassicurazioni non è poi seguita alcuna conseguenza pratica, restiamo in allerta – spiega il presidente di Adico, Carlo Garofolini – la consumatrice non sarebbe in grado di corrispondere una cifra del genere e si era perfino dichiarata disposta a pagarla a rate pur di evitare una sospensione del servizio".

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